Azioni Repsol: cosa fare dopo il nuovo accordo per il petrolio in Venezuela?

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

La spagnola Repsol ha recentemente stipulato un memorandum of understanding con il Ministero degli Idrocarburi del Venezuela e la compagnia petrolifera statale Petróleos de Venezuela per valutare la possibilità di sviluppare una nuova area petrolifera a Horcón, situata a sud-est del lago di Maracaibo.

L’accordo, firmato a Caracas durante un incontro tra i dirigenti delle società e le autorità statali, è stata l’occasione per esaminare anche i progressi degli impianti di Repsol in Venezuela e gli investimenti stanziati per garantire la continuità e la crescita dell’attività, nonché i meccanismi di pagamento relativi ai contratti in essere.

Attraverso questa intesa, le parti hanno anche espresso l’intenzione di valutare le opportunità legate al gas offshore, con l’obiettivo di approfondire gli studi e i dati sui giacimenti al largo delle coste venezuelane.

 

Azioni Repsol, le quotazioni in ribasso puntano verso il supporto in area 20 euro

Quotate nell’indice Ibex35 della Borsa di Madrid, le azioni Repsol sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di ieri (+2%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 21,44, coincidente esattamente con il prezzo di chiusura.

Successivamente al massimo storico toccato lo scorso 19 marzo sul livello 24,90, i titoli Repsol hanno drasticamente invertito la propria rotta con un violento e prolungato movimento ribassista, sempre posizionato al di sotto di una ben delineata trendline discendente, pur effettuando periodici ed improvvisi recuperi fisiologici, fino ad arrestare la caduta in prossimità del supporto presente a quota 19,540 (17 aprile).

Da quel momento i corsi hanno iniziato un timido rimbalzo che però non è riuscito a superare la soglia dei 24,20 euro (11 giugno), per poi ricominciare a scendere fino alle quotazioni attuali. Per l’immediato futuro, quindi, è lecito attendersi la prosecuzione del trend negativo in corso con lo scopo di raggiungere presto il primo supporto individuabile in area 20. Solo a quel punto sarà conveniente entrare nuovamente sul mercato essendo Repsol ritornata ad essere una buona occasione di acquisto.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 21,44 con target nell’intorno dei 22,37 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 20,84 con obiettivo molto vicino al livello 19,985. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti due settimane fa. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 42.


L’andamento di breve termine delle azioni REPSOL

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari