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Azioni Saras: margini di raffinazione ai massimi 2023, in Borsa buy o sell?

Saras: margini di raffinazione sui massimi annuali. Buy o sell l'azione?

A Piazza Affari non si arresta il recupero delle azioni Saras, con le quotazioni che, grazie a sei sedute positive nelle ultime sette, si portano sui massimi degli ultimi 4 mesi. A sostenere il sentiment sull’azione sono i margini di raffinazione, che nel mese in corso sono passati dai 9,6 dollari del luglio scorso agli attuali 18 dollari, grazie anche ad un livello di spread molto sostenuto sia sulla benzina che sul diesel. Ricordiamo che solo sul finire del maggio scorso i margini non superavano i 5 dollari. In scia a questi numeri molti sono gli analisti che stanno aggiornando le stime per l’anno in corso sulla società. Tra queste troviamo Equita ,che nelle ultime ore in un suo report ha aumentato l’Ebitda dai precedenti 606 milioni di euro agli attuali 665 milioni di euro, con un utile metto che potrebbe salire di quasi il 20% superando la soglia dei 300 milioni di euro. In aumento anche il target price che si porta a 1,48 euro per azione.

A livello generale dobbiamo inoltre ricordare che il titolo Saras è al momento uno dei più shortati presenti sulla Borsa Italiana, con il 4,19% del capitale. In base ai dati che la Consob fornisce ogni giorno dopo le 15,30, sono 4 i fondi che hanno superato la barriera dello 0,5%, livello oltre i quali è obbligatoria la comunicazione ai mercati. In questo contesto con un titolo che sale con ottimi volumi ed una presenza importante di investitori al ribasso, non sarebbe una sorpresa vedere uno “short squeeze” sull’azione.

 

Azioni Saras: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali sono le attese sull’azione nel breve e medio periodo. Come scrivevamo all’inizio di questo articolo, grazie a sei sedute positive nelle ultime sette prosegue sul titolo Saras quella gamba rialzista innescatasi l’8 agosto dagli 1,125-1,13 euro. Nella seduta odierna, con volumi già doppi se confrontati alla media giornaliera mensile, i prezzi si sono portati sui massimi degli ultimi quattro mesi oltre gli 1,35 euro. Nel breve le attese sono per una prosecuzione di questo movimento, il quale potrebbe spingersi prima verso gli 1,465-1,47 euro e successivamente in direzione degli 1,54 euro. Nel caso in cui anche quest’ultime aree resistenziali dovessero essere messe alle spalle, aumenterebbero le chance di andare a mettere sotto pressione i massimi dell’anno in corso situati sugli 1,65 euro. In questo contesto eventuali prese di beneficio fin verso gli 1,25-1,26 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, verrebbero catalogate come occasioni di acquisto.

Al contrario la perdita degli 1,25 euro potrebbe aprire le porte ad una correzione più importante che avrebbe come primo obiettivo gli 1,21-1,20 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, e successivamente gli 1,125 euro. Nel caso in cui questa view dovesse trovare conferma, si avrebbe una continuazione delle vendite in direzione dei minimi dell’anno in corso situati sugli 1,05 euro. Fondamentale sarà non perdere questi sostegni, per evitare da una parte un ulteriore indebolimento del quadro grafico e dall’altra spingere i corsi fin verso la soglia psicologica dell’euro.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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