Azioni Seco: reazione a Piazza Affari dopo la conferma sull’esenzione dai dazi

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Sulla Borsa italiana è una giornata all’insegna del rally per le azioni Seco che, con volumi già superiori alla media giornaliera mensile, si portano sui massimi del 2025. A impattare sul sentiment odierno è il comunicato diramato dal gruppo, leader globale nelle soluzioni di edge computing e nella digitalizzazione di prodotti industriali, prima dell’apertura delle contrattazioni. Nel comunicato la società ha sottolineato come i dazi reciproci imposti dall’amministrazione Trump ai prodotti europei, non riguardano quelli esportati dall’azienda. L’esenzione riguarda lo specifico codice HTS, sotto il quale i prodotti del gruppo toscano sono classificati.

La conferma di non essere interessati dalle tariffe dell’amministrazione americana è senza dubbio una buona notizia per la società, in quanto dovrebbe dare stabilità al business in uno dei mercati a rapida crescita. A questo riguardo nel primo trimestre del 2025, Seco ha generato quasi il 14% del fatturato oltreoceano, in un’area che dovrebbe superare le altre aree geografiche nel corso dei prossimi trimestri. 

 

Azioni Seco: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Seco in Borsa Italiana. Con volumi superiori 7 volte la media giornaliera mensile, è una seduta all’insegna del rally, con i prezzi che si portano sui massimi degli ultimi 12 mesi oltre i 2,75 euro. Con un’impostazione di medio e breve periodo al rialzo, le attese sono per una continuazione del trend che avrebbe come prossimo obiettivo i 2,85 euro e a seguire la soglia dei 3 euro. Nel caso in cui le azioni dovessero lasciarsi alle spalle queste aree resistenziali si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico con nuovi target posizionati sui 3,25 euro. In questo contesto eventuali prese di beneficio in direzione dei 2,55-2,58 euro, ex massimi del 2025, potrebbero essere lette come delle potenziali nuove occasioni di acquisto.

Al contrario, la perdita dei livelli appena menzionati dovrebbe aprire la strada a nuove vendite, verso i 2,5 euro e successivamente i 2,40 euro, dove non solo transita la trendline ascendente che parte dai minimi di aprile ma anche l’indicatore daily del Supertrend. Nel caso in cui  tali supporti dovessero essere violati, si avrebbe un indebolimento del quadro grafico prima in direzione dei 2,35 euro e a seguire i 2,20-2,17 euro. La rottura di questi livelli, che rappresentano i minimi dello scorso mese di giugno, dovrebbe far proseguire le vendite in direzione dei 2 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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