Azioni Stellantis: cosa fare dopo calo consegne del 9% dell’ultimo trimestre?

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A Piazza Affari è una giornata all’insegna degli acquisti per le azioni Stellantis, che beneficiano dei dati migliori delle attese per quanto riguarda le consegne del Gruppo nel corso dell’ultimo trimestre del 2024. Queste hanno visto un calo del 9% a 1,395 milioni, in deciso miglioramento rispetto al -20% che si era registrato nel trimestre precedente, grazie alla conclusione delle azioni di riduzione delle scorte e al lancio di nuovi prodotti in Europa, che hanno attenuato le temporanee carenze di alcuni modelli.

Per quanto riguarda le aree geografiche il Nord America ha visto un calo del 28%, l’Europa del 6% rispetto al -17% del trimestre passato, mentre Cina, India e Paesi asiatici hanno registrato una discesa del 33%. In controtendenza è stato il “terzo motore” di Stellantis, che comprende Sud America, Medio Oriente e Africa che ha registrato un aumento complessivo delle consegne del 5%, grazie a un incremento del 12% in Sud America. Tra i marchi da sottolineare la performance decisamente negativa di Maserati, che ha registrato una contrazione del 55%, rispetto allo stesso periodo del 2023, consegnando nel corso del periodo 2.700 vetture. Infine da sottolineare che per il 2025 il Gruppo si aspetta un miglioramento delle vendite in particolar modo oltreoceano, grazie al lancio dei nuovi prodotti Jeep, Ram e Dodge.

 

 

Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Stellantis a Piazza Affari. Con volumi al momento non eccezionali, è una seduta all’insegna degli acquisti per il titolo Stellantis, con i prezzi che si portano in direzione dei 12,5 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni. Il superamento di queste aree resistenziali, dovrebbe favorire una continuazione del rimbalzo in direzione dei 12,80 euro. Dal punto di vista operativo una conferma oltre questi livelli aprirebbe le porte per andare a testare le forti resistenze situate in area 13,30-13,35 euro,  che rappresentano la parte alta di una lateralità in cui il titolo è ingabbiato da quasi 4 mesi.

Nel caso in cui il titolo riuscisse a lasciarsi alle spalle queste aree, si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico. In questo caso dovremmo assistere a nuovi apprezzamenti, con prossimi obiettivi sui 14 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 30 settembre, e a seguire i 14,50 euro. Oltre tali aree resistenziali aumenterebbero le chance di una continuazione degli acquisti capaci di proiettare il titolo in direzione dei 15 euro, i quali rappresentano i top toccati dall’azione nel corso degli ultimi 5 mesi.

Al contrario, un ritorno dei prezzi sotto i 12,5 euro potrebbe tornare ad avvicinare il titolo ai forti supporti situati sui 12-11,95 euro, nelle cui vicinanze transita l’indicatore giornaliero del Supertrend. L’eventuale violazione di questi livelli dovrebbe riattivare la fase correttiva, con un primo obiettivo a 11,65-11,60 euro e in seguito gli 11,25 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi due anni e la parte bassa della lateralità menzionata in precedenza. Nel caso in cui dovesse realizzarsi questa view, fondamentale diventerebbe la tenuta di tali aree per evitare un ulteriore indebolimento del quadro grafico, con obiettivi i 10,5 euro e successivamente la soglia dei 10 euro, bottom degli 50 mesi.

 

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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