Azioni Stellantis: cosa fare dopo la perdita semestrale di 2,3 miliardi?

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Non si arresta il sentiment negativo sulle azioni Stellantis, che hanno inaugurato la nuova settimana all’insegna delle vendite. Questa volta a indebolire le quotazioni sono i dati preliminari dei primi sei mesi del 2025, comunicati dal gruppo automotive prima dell’apertura delle contrattazioni di Piazza Affari. Oneri straordinari per 3,3 miliardi di euro, legati a svalutazioni di asset, cancellazioni di progetti industriali e ristrutturazioni, uniti a consegne globali in calo del 6% e a un impatto dei dazi Usa sui 300 milioni di euro, hanno spinto in territorio negativo il risultato per 2,3 miliardi di euro. Questo dato si confronta con i 5,6 miliardi di euro registrati nello stesso periodo del 2024. Il fatturato è passati da 85 miliardi di euro a 74,3 miliardi di euro, con un utile operativo stimato vicino ai 500 milioni di euro.

Con una guidance che rimane sospesa, nel secondo trimestre del 2025 Stellantis ha consegnato 1,4 milioni di veicoli a livello globale, registrando una flessione del 6%rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Su questi numeri impattano sia le interruzioni produttive legate ai nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti che la fase di transizione di numerosi modelli in Europa, con diversi lanci in corso o attesi nei prossimi mesi. La flessione più forte ha riguardato il Nord America, dove le consegne sono diminuite del 25% a quasi 109 mila unità.

In attesa dei dati ufficiali che saranno pubblicati il prossimo 29 luglio, Stellantis vede comunque una ripresa per quanto riguarda la restante parte dell’anno, che dovrebbe beneficiare dell’’avvio della produzione dei nuovi modelli, dell’accelerazione delle piattaforme Smart Car e infine dei primi effetti delle misure di efficienza già messe in atto.

 

Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Stellantis sulla Borsa italiana. Con volumi che tornano ad aumentare rispetto alle passate giornate, è un inizio di settimana all’insegna delle vendite, con i prezzi che scambiano nei pressi dei 7,8 euro. Il movimento odierno, che riporta i corsi sotto gli 8 euro, va a indebolire ulteriormente il trend primario di fondo che rimane al ribasso.

Una conferma sotto questi livelli dovrebbe far proseguire le vendite prima in direzione dei 7,7 euro e a seguire i minimi segnati nello scorso mese di aprile nei pressi dei 7,25 euro. L’eventuale violazione di tali livelli andrebbe a indebolire ulteriormente la struttura grafica del titolo, che a quel punto dovrebbe proseguire la sua fase discendente fin verso i 6,85 euro, che rappresenta il bottom degli ultimi 5 mesi.

Al contrario, la ripresa degli 8 euro potrebbe porre le basi per un rimbalzo delle azioni prima verso gli 8,25 euro e successivamente gli 8,493 euro, dove verebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 16 luglio. Sopra queste aree dovremmo assistere a ulteriori recuperi verso gli 8,70-8,75 euro e a seguire i massimi dell’ultimo mese posti sulla soglia dei 9 euro. Lasciandosi alle spalle tali aree, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico. In questo caso potrebbero arrivare allunghi verso i  9,25 euro e a seguire i top degli ultimi tre mesi nelle vicinanze dei 9,9 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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