L’escalation del conflitto in Medio Oriente sta indebolendo il quadro grafico di breve periodo del Ftse Mib, con i prezzi che si sono portati sotto i minimi degli ultimi mesi situati sui 46 mila punti. In questo clima negativo non fanno eccezione le azioni Stellantis, con i prezzi che si avvicinano all’importante soglia dei 6 euro.
Sul sentiment degli operatori, poco impatto sul titolo stanno avendo i dati riguardanti le immatricolazioni in Italia, riferite allo scorso mese di febbraio. Come aveva anticipato il numero uno del gruppo, Antonio Filosa, nello mese passato Stellantis ha visto un incremento delle immatricolazioni del 27,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato si confronta con un mercato automobilistico cresciuto del 14%. La quota ottenuta da Stellantis è stata del 34%, in crescita del 3,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno
Nella classifica delle auto più vendute, le prime quattro posizioni sono tutte Stellantis. Al primo posto troviamo la Fiat Pandina, con una quota dell’8%, al secondo Jeep Avenger al 3,7%, al terzo la Fiat Grande Panda con il 3,5% e al quarto Leapmotor con il 3,03%. Quest’ultimo marchio, grazie al successo della TO3, ha consolidato la propria ascesa nel mercato italiano della mobilità elettrica. Infine per quanto riguarda i veicoli commerciali, Fiat Professional ha confermato la sua leadership in Italia con 3.640 immatricolazioni, pari al 23,7% della quota di mercato.
Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo a vedere come si stanno muovendo le azioni Stellantis sulla Borsa italiana. Con volumi già superiori alla media giornaliera mensile è una seduta all’insegna delle decise vendite, con un calo di oltre il 4% nei pressi dei 4,17 euro. Dal punto di vista operativo la perdita dei 6,4 euro, minimi delle ultime tre settimane, ha nuovamente indebolito il quadro grafico di breve periodo.
Il mancato recupero di queste aree dovrebbe far proseguire le vendite prima verso i 6 euro e successivamente in direzione dei 5,735 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi 6 anni. La violazione di questi ultimi sostegni favorirebbe una continuazione delle vendite prima verso i 5.5 euro e a seguire la soglia dei 5 euro. Questo supporto rappresenta l’ultimo baluardo per evitare alle azioni di andare a rivedere i minimi degli ultimi 10 anni situati sui 4,5-4,45 euro.
Al contrario, il pronto ritorno delle azioni sopra i 6,4 euro, dovrebbe porre le basi per un nuovo recupero. In questo caso sono possibili allunghi verso i 6,75 euro e successivamente i 6,959 euro, massimi della passata settimana. Nel caso in cui questi livelli dovessero essere superati dovremmo assistere a una continuazione del recupero, prima verso i 7,20-7,25 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, e in seguito in direzione dei 7,45-7,50 euro, che rappresentano gli ex supporti di quella lateralità che aveva contrassegnato nei mesi passati il titolo.
Sarà solo oltre tali aree che si avrebbe un primo segnale di allentamento della pressione ribassista, con possibili apprezzamenti verso l’area degli 8 euro e successivamente gli 8,127 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 6 febbraio.
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