Azioni Stellantis: nuovo calo delle immatricolazioni e nuovi ribassi

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Sulla Borsa italiana l’ultima seduta della settimana è all’insegna di vendite decise per le azioni Stellantis, che pagano l’ennesimo calo delle immatricolazioni lo scorso mese di dicembre. Il gruppo automobilistico ha registrato vendite in riduzione del 18,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, facendo decisamente peggio del mercato che ha subito un calo del 4,93%.

In questo contesto, i marchi italiani del gruppo hanno sofferto in modo significativo, con Fiat che ha registrato un calo del 41,15%, Lancia un crollo del 78,84% e Maserati che ha perso il 38,97%. Dalla parte opposta Alfa Romeo ha registrato un aumento del 31,8% e Jeep del 2,77%. Il modello Avenger è stato tra i modelli più venduti, con una quota di mercato vicina al 9%.

Per quanto riguarda l’intero anno passato, Stellantis ha immatricolato 452.615 vetture, in calo del 9,9% rispetto alle 502.546 del 2023, con una quota di mercato che è passata dal 32% all’attuale 29%. La Fiat Panda si è confermata l’auto più venduta, con oltre 102 mila immatricolazioni, mentre Ducato è il veicolo commerciale più acquistato in Italia, con quasi 20 mila immatricolazioni. La quota di mercato di Fiat Professional nel settore dei veicoli commerciali si attesta al 23,6%. Per quanto riguarda i singoli brand, Alfa Romeo ha visto un calo nel 2024 del 14,6%, Lancia del 28,3%, Fiat del 17,6% e Jeep del 4,2%.

 

Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Stellantis a Piazza Affari. Dopo la cautela di ieri quella odierna è una seduta in deciso territorio negativo, con un ribasso superiore al 3,5% in area 12,20 euro. Il movimento odierno è da monitorare attentamente in quanto i prezzi si stanno avvicinando ai forti supporti situati sui 12 euro, nelle cui vicinanze transita l’indicatore giornaliero del Supertrend.

L’eventuale violazione di questi livelli dovrebbe far proseguire la fase correttiva, con un primo obiettivo gli 11,65-11,60 euro e in seguito gli 11,25 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi due anni e la parte bassa di un trading range presente da 3 mesi. Nel caso in cui dovesse realizzarsi questa view, fondamentale diventerebbe la tenuta di tali aree per evitare un ulteriore indebolimento del quadro grafico, con obiettivi i 10,5 euro e successivamente la soglia dei 10 euro.

Al contrario, il superamento dei massimi di ieri posti sui 12,80 euro, aprirebbe le porte per andare a testare le forti resistenze in area 13,30-13,35 euro, parte alla della lateralità segnalata in precedenza. Nel caso in cui il titolo riuscisse a lasciarsi alle spalle questi ultimi livelli, si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico. In questo caso dovremmo assistere a nuovi apprezzamenti, con prossimi obiettivi sui 14 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 30 settembre, e a seguire i 14,50 euro. Oltre tali aree resistenziali aumenterebbero le chance di una continuazione degli acquisti capaci di proiettare il titolo in direzione dei 15 euro, i quali rappresentano i top toccati dall’azione nel corso degli ultimi 3 mesi.

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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