Azioni Stellantis: possibile chiusura di alcuni marchi, cosa fare?

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La ricerca del nuovo amministratore delegato di Stellantis è entrata nel vivo. Il presidente John Elkann sta vagliando diversi candidati, ma chiunque prenderà il posto di Carlos Tavares dovrà affrontare un nodo cruciale: il futuro dei 14 marchi del gruppo. Con un portafoglio così ampio, la quarta casa automobilistica mondiale per vendite si trova di fronte a scelte difficili, che potrebbero anche riguardare la chiusura di uno o più brand. Forse anche marchi italiani, tra cui quello appena scelto dal governo italiano di Giorgia Meloni per le sue auto blu.

Secondo quanto riportato da Reuters, Elkann considera quella della gestione dei marchi come una delle priorità per il prossimo amministratore delegato. “Un candidato che non ha un’idea chiara su quali marchi abbiano futuro non è quello giusto”, ha riferito una fonte vicina alla questione. L’ex a.d. Carlos Tavares aveva sempre difeso l’idea che ogni marchio di Stellantis avesse una propria ragion d’essere, parlando di “un’era darwiniana” per il settore, in cui solo i più forti sarebbero sopravvissuti. Il crollo delle vendite e dei margini di profitto negli Stati Uniti ha però minato la fiducia degli investitori, accelerando la sua uscita a dicembre. E ora il gruppo è chiamato a scegliere se razionalizzare la propria offerta o rilanciare brand in difficoltà.

Negli Stati Uniti Stellantis ha sofferto la concorrenza scendendo al quinto posto con una quota di mercato dell’8,1%. Jeep e Ram restano i marchi più redditizi, mentre Dodge e Chrysler arrancano. Secondo Erin Keating di Cox Automotive, una possibile soluzione sarebbe integrare Dodge in Ram e Chrysler in Jeep, sebbene “ciò non genererebbe grandi risparmi, poiché ogni marchio ha una propria identità e un ruolo complementare all’interno della rete di concessionari”.

In Europa, invece, Stellantis si trova a dover accelerare la transizione verso l’elettrico, mentre le vendite di alcuni marchi storici restano troppo basse. Peugeot e Opel, ad esempio, si sovrappongono nel mercato di massa, mentre Alfa Romeo, DS e Lancia faticano nel segmento premium. Peugeot, il marchio più venduto del gruppo in Europa, ha chiuso il 2024 con una quota di mercato del 4,9%, ben distante da leader come Volkswagen. Secondo gli analisti citati da Reuters, i marchi più a rischio in una possibile ristrutturazione sono proprio Alfa Romeo, DS e Lancia, mentre Dodge e Chrysler, nonostante le scarse performance, potrebbero invece sopravvivere grazie alla riconoscibilità negli Usa.

La situazione di Maserati è ancora più incerta. Il marchio del Tridente, un tempo sinonimo di lusso e prestazioni, sta attraversando una crisi profonda e manca ancora un piano di rilancio chiaro. Sebbene Stellantis abbia ribadito di voler puntare su tutti i suoi marchi, la realtà dei numeri suggerisce che alcune scelte difficili potrebbero essere inevitabili.

 

Azioni Stellantis, le quotazioni violano il supporto dei 12 euro

Le azioni Stellantis, quotate in Borsa Italiana, sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, nonostante la performance molto negativa registrata nella seduta di ieri (-3,61%). Dopo un’apertura in gap down (rimasto aperto nell’intraday sul livello 12,122), infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 10,836.

Dopo il massimo storico toccato lo scorso 26 marzo 2024 sul livello 27,350, le azioni Stellantis hanno iniziato a perdere valore con un costante e prolungato movimento ribassista, sempre posizionato al di sotto di una ben inclinata trendline discendente, realizzando anche due vistosi gap down rimasti ancora aperti (25 luglio e 30 settembre). Il tutto fino ad arrestare la caduta in prossimità del supporto presente a quota 11,604 (11 ottobre).

Da quel momento i corsi delle azioni Stellantis hanno cominciato a muoversi all’interno di un’ampia congestione compresa tra i livelli 12 e 13,500, non mancando comunque di valide occasioni di trading, adottando la strategia del comprare sui supporti e vendere sulle resistenze. Il tutto fino a ieri, quando la violazione della soglia inferiore della lateralità ha innescato un’ondata di vendite che ha costretto le quotazioni a realizzare minimi di periodo che non si vedevano dal dicembre del 2020.

Dato l’eccesso di ribasso verificatosi nella giornata di ieri, per l’immediato futuro è lecito attendersi un rimbalzo, almeno di corto respiro, che riporti i prezzi fin verso la prima resistenza individuabile a quota 11,500, anche in considerazione del fatto che l’oscillatore RSI si trova nella sua area di “ipervenduto” vicino al livello 24.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 11,020 con target nell’intorno degli 11,500 euro, mentre le posizioni ribassiste sono al momento da sconsigliare. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i corsi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti la scorsa settimana. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal.


L’andamento di breve termine delle azioni STELLANTIS

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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