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Azioni tech: 3 ragioni per comprare ora a Wall Street

Azioni tech: 3 ragioni per comprare ora a Wall Street

Le azioni tech sono state bersaglio dei venditori a Wall Street in questi ultimi mesi. Da quando la Federal Reserve ha annunciato un cambiamento netto nella sua politica monetaria facendo presagire rialzi dei tassi a ripetizione, il sentiment del mercato è radicalmente cambiato. Un recente sondaggio di Bank of America ha riportato come gli hedge fund abbiano ridotto la loro allocazione riguardo le azioni tech a un livello così basso che non si vedeva dall’agosto del 2006. Nel contempo gli investitori hanno alzato la quota di liquidità detenuta in portafoglio, portandola al 5,3% rispetto al 5% del mese scorso.

La speranza che questa liquidità si riversi nuovamente sulla tecnologia è ridotta al lumicino secondo molti analisti, se non altro perché l’inflazione così dirompente darà scarse possibilità alla Banca Centrale USA di allentare la pressione sui tassi. Questi rendono più alto il costo del finanziamento per sostenere gli investimenti delle aziende che puntano sulla crescita futura e la quasi totalità delle società di tale comparto non distribuisce dividendi, il che rappresenta un ulteriore deterrente per gli investitori.

 

Azioni tech: perché potrebbero essere acquistate ora

Quindi bisogna aspettarsi nei prossimi mesi ancora vendite nel settore legato alla crescita? Non del tutto. In realtà vi sono 3 ragioni che spingono a riconsiderare queste tipologie di azioni dopo l’ondata ribassista degli ultimi mesi. Una prima ragione sta nella valutazioni ora molto più basse rispetto a qualche tempo fa. Il NASDAQ-100 in questo momento scambia a 27,4 volte gli utili per azione delle società che lo compongono, mentre il 19 novembre il multiplo era di 32,7.

Questa potrebbe essere un’occasione per comprare a prezzi scontati, soprattutto se si crede fermamente nelle azioni tech magari in un’ottica di lungo periodo. In questo ambito vi sono titoli che hanno perso tantissimo e che rappresentano una componente importante del portafoglio dei fondi ARKK di Cathie Wood. Si tratta per lo più di società non redditizie come Roku, Teladoc e Block ad esempio, che hanno subito un vero naufragio delle proprie azioni negli ultimi 12 mesi, con perdite di oltre il 50%.

La seconda ragione ha a che fare con la politica della Fed per rallentare l’inflazione, attraverso il canale del raffreddamento della domanda economica. Questo andrà a svantaggiare più che altro quelle aziende i cui utili dipendono in maniera molto stretta dalla forte domanda economica, ma non è il caso di quelle tecnologiche che invece fanno dipendere i propri guadagni dalla crescita futura in funzione degli investimenti.

La terza motivazione sta nel fatto che la politica del rialzo del costo del denaro che farebbe abbassare la domanda e l’inflazione a un certo punto metterebbe un tetto ai rendimenti obbligazionari, il che sarebbe positivo per le valutazioni tecnologiche.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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