Azioni tech: ecco perché non è il momento di comprare - Borsa e Finanza

Azioni tech: ecco perché non è il momento di comprare

Azioni tech: ecco perché non è il momento di comprare

Le azioni tech sono da comprare adesso? Osservando quello che sta avvenendo nei mercati azionari la tentazione è molto forte. Ieri il NASDAQ ha recuperato un rosso di 2,16 punti percentuali e ha chiuso in rialzo dell’1,75%. Questo dimostra che nel mercato azionario la volatilità è molto alta e l’incertezza serpeggia tra gli investitori.

Cosa abbia determinato questo repentino cambio di rotta dell’indice tecnologico non è molto chiaro. Alcuni lo riconducono al calo del prezzo del petrolio, finito sotto 100 dollari per paura di una recessione in arrivo. Proprio questa potrebbe innescare quello strano ragionamento secondo cui la Federal Reserve alla fine sarà meno severa sui tassi di interesse di quanto si aspetta il mercato.

Di certo i rischi ancora sono tanti e, in una prospettiva in cui la Banca Centrale americana si accinge a sferrare l’attacco decisivo all’inflazione con una serie di rialzi potenti, sperare in un inizio di rally delle azioni tech è un po’ azzardato. Lo scenario comunque potrebbe sempre cambiare, perché il quadro complessivo è in continua evoluzione, con gli osservatori che stanno seguendo da vicino le dinamiche inflazionistiche da cui potrebbe dipendere tutto il resto.

 

Azioni tech: perché bisogna stare lontani

A credere che le azioni tech potrebbero essere ancora colpite da vendite corpose è Dan Suzuki, money manager di Richard Bernstein Advisors, che avverte come gli investitori non riescano a cogliere che il mercato abbia tutt’altro che toccato il fondo. In particolare quando si ha a che fare con aziende di crescita, tecnologia e innovazione. L’esperto ritiene che in un clima generale di incertezza, vi siano due certezze: una che la crescita dei profitti continuerà a rallentare e l’altra che la liquidità proseguirà a restringersi. Ciò significa che la tecnologia in questo momento non è un buon ambiente per investire.

E quando sarebbe quindi il momento più adatto? Suzuki semplicemente suggerisce che il tempo giusto potrebbe arrivare quando si vedono minimi segnali di ripresa dei profitti e la liquidità verrà pompata nuovamente nel sistema. Il problema fondamentale, secondo il top manager, è che gli ultimi cinque anni di liquidità record hanno creato una bolla. E ciò riguarda ogni tipo di azienda tecnologica, che si tratti di una economica, o che abbia i migliori flussi di cassa, o ancora di un’azienda di altissima qualità. Quindi Suzuki afferma che “questo è il momento di giocare in difesa, mettendosi in posizione contrarian”.

 

Cina: un’ottima soluzione per investire ma con prudenza

Suzuki considera l’opzione del mercato cinese per dirottare i propri investimenti. Le azioni di Pechino sono molto più economiche in base alle valutazioni e inoltre la Cina è l’unica grande economia che sta pompando liquidità piuttosto che ritirarla, a giudizio dell’esperto di Bernstein. Quindi, aggiunge, potrebbe anche iniziare nel Paese asiatico un movimento rialzista delle azioni, insieme a una crescita più ampia dei profitti. Tuttavia, Suzuki accende un monito: se ci sarà una recessione globale, non è il momento di prendersi rischi eccessivi di portafoglio.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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