Azioni tecnologiche: ecco perché fondi fuggono - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Azioni tecnologiche: ecco perché fondi fuggono

Investimenti: i fondi fuggono dalle azioni tecnologiche, ecco perché

Era dall’agosto del 2006 che non si vedeva un’allocazione così bassa per le azioni tecnologiche nel portafoglio degli investitori. Almeno questo è il responso di un sondaggio condotto da Bank of America dal 4 al 10 febbraio, dove la banca d’affari statunitense ha intervistato 314 gestori di fondi da 1.000 miliardi di dollari complessivi. Ad aver ridotto le puntate degli investitori sui titoli legati alla crescita le aspettative di rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve per contrastare un’inflazione che negli Stati Uniti ha raggiunto un livello del 7,5%, mai così alto dal 1982. In particolar modo gli investitori stanno maggiormente alla larga da quei titoli che sono aumentati molto di valore in questi anni e che quindi presentano valutazioni troppo alte in base a quella che potrà essere la crescita futura. Quest’ultima è resa meno preziosa ai valori attuali appunto per l’aumento dei rendimenti sul mercato, che per di più rendono più oneroso il finanziamento degli investimenti.

 

Investimenti: i fondi vedono ribassi azionari

In generale gli operatori di mercato sono diventati più cauti nei confronti delle azioni. Gli strateghi di BofA infatti rilevano che l’allocazione complessiva dei titoli a rischio è diminuita drasticamente, con poco meno di un terzo dei clienti che è rimasto rialzista sulle azioni. Mentre nel frattempo è cresciuta la componente liquidità, con un’allocazione netta del 38%, livello più alto da maggio 2020.

Per quest’anno circa il 30% degli interpellati prevede un mercato azionario ribassista, con i principali rischi determinati in primis dalla politica monetaria restrittiva delle Banche centrali, seguita da inflazione e bolle speculative. Per quanto riguarda invece il possibile conflitto tra Russia e Ucraina, questo si colloca al quinto posto come fattore di preoccupazione per le Borse.

Dai risultati del sondaggio inoltre risulta che a giudizio dei fondi tra gli asset da comprare vi sono: le azioni bancarie perché gli istituti finanziari saranno tra i pochi a beneficiare di tassi d’interesse più alti; le azioni europee perché meno soggette alla politica aggressiva della Banca Centrale rispetto a quelle degli Stati Uniti dove le Fed potrebbe elevare fino a 7 volte il costo del denaro quest’anno; le materie prime in quanto trarranno vantaggio della carenza di offerta e del contestuale boom della domanda.

Da evitare invece: le obbligazioni dal momento che i rendimenti reali rimarranno negativi con un’inflazione così alta; le azioni tecnologiche perché sono quelle che soffrono più degli altri dell’aumento dei rendimenti; le azioni USA per via come detto delle strette monetarie dell’istituto guidato da Jerome Powell.

 

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *