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Azioni Tesla: quali i risvolti a Wall Street con il 10% di licenziamenti?

Nella foto Elon Musk, l'amministratore delegato di Tesla

Tra i temi da seguire con massima attenzione a Wall Street nella prima seduta dell’ottava c’è Tesla, dopo la lettera inviata da Elon Musk ai suoi dipendenti. Tra i punti salienti della missiva c’è la conferma dell’intenzione di licenziare quasi 14.000 dipendenti, che equivalgono al 10% della forza lavoro. Tra le motivazioni avanzate dal manager la necessità di ridurre i costi dopo che nel corso dei primi tre mesi del nuovo anno la situazione per la casa automobilistica californiana non è stata delle migliori. La produzione del Cybertruck ha subito rallentamenti in Texas e nello stesso tempo la Gigafactory di Shanghai ridotto la produzione dopo che le vendite nel periodo in corso sono scese sensibilmente, mentre quella di Berlino è rimasta bloccata per qualche settimana in seguito a un incendio.

Al momento non si conoscono quali siano le aree maggiormente colpite dai licenziamenti, anche se la percentuale più alta dovrebbe riguardare quelle produttive. Nel corso del periodo gennaio-marzo 2024 il brand a stelle e strisce ha venduto 386.810 vetture, in calo dell’8,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la prima flessione nel corso degli ultimi 4 anni. Per quanto riguarda invece la produzione, questa si è attestata a 433.371 auto, in leggero calo rispetto alle 440.808 di 12 mesi prima. Infine, il prossimo 23 aprile Tesla comunicherà i dati del primo trimestre: le attese sono per un utile per azione a 0,5 dollari, in deciso calo rispetto agli 0,85 dollari dello stesso periodo del 2023.

 

Azioni Tesla: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa attendersi dall’azione Tesla nel breve e medio termine, dopo una settimana all’insegna del rimbalzo con un guadagno superiore al 3,7%. Dal punto di vista operativo il movimento è da leggere come un normale rimbalzo tecnico che al momento non va a modificare il trend primario impostato al ribasso. Per avere un primo segnale di forza i prezzi dovrebbero portarsi oltre i top della scorsa ottava posti sui 179 dollari e successivamente andare a mettere sotto pressione le resistenze situate in area 187 dollari, dove transita l’indicatore giornaliero del Supertrend. Nel caso in cui queste ultime aree dovessero essere messe alle spalle, dovremmo assistere a ulteriori apprezzamenti prima verso la soglia dei 200 dollari e successivamente in direzione dei massimi dello scorso mese di febbraio situati sui 205 dollari.

Al contrario il mancato superamento dei 179 dollari, potrebbe essere sfruttato per aprire posizioni ribassiste che avrebbero come primo obiettivo il ritorno sui minimi dell’anno in corso posti sui 162 dollari. Fondamentale, nel caso si realizzasse questa view, sarebbe la tenuta di questi supporti, per evitare un ulteriore indebolimento del quadro grafico con nuove discese prima verso il bottom degli ultimi 12 mesi situati sulla soglia dei 150 dollari. Nel caso in cui anche tali supporti non riuscissero ad arrestare la discesa, aumenterebbero le possibilità per l’azione di andare a chiudere il gap-up lasciato aperto il 26 gennaio dello scorso anno in area 146,41 dollari.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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