Azioni Tim: crollo in Borsa dopo le dichiarazioni dell’a.d. di Iliad

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Sulla Borsa italiana è una giornata all’insegna delle forti vendite per le azioni Tim, che pagano le dichiarazioni arrivate dalla concorrente Iliad nel giorno in cui l’operatore francese ha comunicato i conti dei primi sei mesi dell’anno. Il gruppo francese ha generato ricavi in aumento del 3,8% a 5,09 miliardi di euro, con un margine operativo lordo (ebitda) in salita del 10,1% a 2,46 miliardi di euro.

A margine della presentazione della semestrale, l’amministratore delegato di Iliad, Thomas Reynaud, ha annunciato che le trattative con Tim, in merito a un possibile ingresso nell’azionariato del gruppo telefonico italiano anche con una quota minoritaria, si sono interrotte da mesi. Inoltre, con una Iliad che potrebbe prendere in considerazione delle opportunità di consolidamento in Francia, le possibilità di una ripresa dei colloqui sono vicine allo zero.

A pesare sulla decisione presa dal gruppo transalpino, nonostante le potenziali sinergie di un merger tra le due società, è stata con ogni probabilità l’impossibilità di poter esprimere una guida operativa industriale all’interno dell’azienda guidata da Pietro Labriola. A questo punto, diminuiscono sensibilmente le possibilità di un consolidamento nel settore telecomunicazioni che erano state una delle motivazioni che avevano spinto le azioni a guadagnare oltre il 70%, rispetto ai minimi toccati nello scorso mese di aprile.

 

Azioni Tim: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come stanno reagendo le azioni Tim a Piazza Affari. Con volumi già superiori alla media giornaliera mensile, è una seduta in forte ribasso. Con un calo di oltre il 9% il titolo si avvicina all’area degli 0,41 euro. Il movimento odierno, che fa seguito alla debolezza delle ultime cinque giornate, ha senza dubbio indebolito il quadro grafico sia di breve che di medio periodo.

Dal punto di vista operativo il mancato recupero degli ex massimi registrati nello scorso mese di giugno nei pressi degli 0,42 euro, dove transita la media mobile a 50 giorni, dovrebbe far proseguire le vendite fin verso i prossimi sostegni e minimi degli ultimi due mesi in area 0,4 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere violati, si assisterebbe a una prosecuzione della discesa prima in direzione degli 0,385 euro e successivamente gli 0,375 euro.

Al contrario, il ritorno dei corsi sopra gli 0,42 euro, dovrebbe porre le basi a un recupero delle azioni il cui primo target rialzista sarebbe situato in area 0,435 euro, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend. Nel caso in cui questi livelli dovessero essere messi alle spalle, si assisterebbe a una continuazione degli acquisti verso gli 0,45 euro e in seguito gli 0,455 euro. L’eventuale superamento di tali livelli dovrebbe andare a rafforzare il trend primario, con prossimi obiettivi gli 0,46 euro e successivamente i top di periodo situati sugli 0,475 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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