Azioni TIM: Governo esclude l'Opa? Titolo sbanda a Piazza Affari - Borsa&Finanza

Azioni TIM: Governo esclude l’Opa? Titolo sbanda a Piazza Affari

Azioni TIM: Governo esclude l'Opa? Titolo sbanda a Piazza Affari

In una giornata all’insegna della cautela, a Piazza Affari spicca il sell-off che sta colpendo le azioni TIM, nel giorno in cui sulla carta era fissato il termine ultimo per la cessione di Netco, la società che controlla sia la Rete che Sparkle. Invece come oramai sappiamo da qualche giorno nessuna offerta verrà presentata, mentre si attende che il nuovo Governo possa realizzare un piano di lavoro per arrivare entro la fine dell’anno ad una soluzione che da una parte possa soddisfare tutti gli azionisti e dall’altra garantire gli interessi pubblici sulla Rete. In questo contesto ad indebolire ulteriormente il titolo a Piazza Affari sono le parole arrivate dal Sottosegretario Butti, che ha smentito un’Offerta pubblica d’acquisto totalitaria sulla società telefonica.

Mentre la società rimane quindi nel limbo tutte le ipotesi tornano sul tavolo ed in particolar modo, secondo alcuni rumors, il rinnovato interesse da parte di Kkr per il controllo di NetCo, con il fondo Usa che offrirebbe un call option a Cdp. In questo modo Tim da una parte andrebbe a deconsolidare il suo debito e dall’altra darebbe il tempo ai vari soggetti di trovare le strategie per evitare possibili stop da parte dell’Antitrust europeo. Ricordiamo inoltre che un ulteriore problema riguarda la valutazione che viene data alla Rete. Se da una parte Vivendi non scende al di sotto dei 25 miliardi di euro, dalla parte opposta Cassa Depositi e Prestiti valuterebbe l’asset non più di 17 miliardi di euro. Andiamo ora a vedere come sta reagendo l’azione dopo queste notizie.

 

Azioni Tim: analisi tecnica e strategie operative

Le forti vendite che stanno contrassegnando nella seduta odierna il titolo Tim, stanno mettendo definitivamente in un angolo quel recupero che si era innescato nel mese di ottobre e partito dai minimi di periodo situati nei pressi degli 0,165 euro. Nel breve termine importante per i corsi sarà ora la tenuta degli 0,20 euro, dove passa anche la media mobile a 50 sedute, per arrestare da una parte la forte spinta ribassista in atto e dall’altra evitare una prosecuzione delle vendite verso gli 0,19 e successivamente gli 0,18 euro. Fondamentale nel caso sarà la tenuta di questi ultimi sostegni, per evitare un ritorno dell’azione sui suoi minimi di sempre.

Al contrario segnali di prima positività arriverebbero con il ritorno del titolo oltre gli 0,23 euro, sopra i quali si andrebbe andare a chiudere il gap down aperto il 16 novembre in area 0,233 euro e successivamente spingersi verso i top degli ultimi mesi sulla soglia degli 0,25 euro. Dal punto di vista operativo, sarà solo lasciandosi alle spalle queste aree resistenziali che si avrebbe un miglioramento della struttura grafica dell’azione, aprendo la porta a nuovi allunghi in direzione degli 0,265-0,27 euro.

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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