A Piazza Affari tornano gli acquisti sulle azioni Tim, che in queste ore beneficiano delle nuove indiscrezioni che stanno circolando intorno al gruppo guidato da Pietro Labriola. Poste italiane, salita al 24,8% del capitale, non sarebbe contraria a una possibile fusione tra Iliad e Tim. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha più volte sottolineato come l’operazione sulla compagnia telefonica abbia natura strategica e che l’obiettivo sarà non solo creare sinergie tra le aziende ma favorire il consolidamento del mercato delle telecomunicazioni in Italia.
Che i francesi di Iliad siano interessati all’azienda italiana non è una novità. Già nei mesi scorsi avevano cercato una sponda favorevole nel governo italiano, che però, nel nome dell’italianità, hasempre messo in un angolo questa ipotesi. Adesso le cose sono cambiate in quanto i francesi di Vivendi, ex azionisti di maggioranza, sono stati sostituiti da Poste Italiane e di conseguenza il pericolo di un controllo straniero è venuto meno. In questo contesto lo stesso numero uno di Tim, Pietro Labriola, in occasione dell’inaugurazione del 5G nelle stazioni metropolitane di Roma, si è detto favorevole a un consolidamento del settore nel nostro Paese, che avrebbe come primo effetto quello di ridurre da quattro a tre il numero di operatori di rete mobile. Intanto Vivendi ha ritirato la causa legale contro il Consiglio di amministrazione di Tim riguardante il modo in cui il management aveva operato nella vendita della rete al fondo statunitense Kkr.
Azioni Tim: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come stanno reagendo le azioni Tim sulla Borsa italiana. Con volumi ancora una volta superiori alla media giornaliera mensile, è una seduta all’insegna degli acquisti e le quotazioni si sono portate sui massimi del 2025 in area 0,317 euro. Dal punto di vista operativo, il superamento di queste aree resistenziali, non solo andrebbe a rafforzare il trend di breve e medio termine, ma aprirebbe la strada a nuovi apprezzamenti in direzione dei top del 2023 situati nei pressi degli 0,325-0,326 euro. Nel caso in cui il titolo avesse la forza di lasciarsi alle spalle anche questi ultimi livelli, aumenterebbero le possibilità di nuovi allunghi prima in direzione degli 0,35 euro e a seguire verso l’atea degli 0,37 euro, livelli che le azioni non vedono dal 2022.
Al contrario, la violazione dei minimi delle ultime due settimane situati nei pressi degli 0,284-0,2835 euro, dove troviamo anche l’indicatore giornaliero del Supertrend, dovrebbe aprire la strada a delle prese di beneficio, prima in direzione degli 0,278-0,275 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e successivamente gli 0,267 euro, minimi delle ultime 3 ottave. Nel caso in cui dovessimo assistere alla perdita di tali supporti si avrebbe un indebolimento del quadro grafico con prossimi target i minimi del mese in corso in area 0,254 euro, e successivamente gli 0,24 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi tre mesi.
DISCLAIMER
Le analisi in oggetto non sono state sponsorizzate dall’emittente o dall’intermediario menzionato. Le informazioni contenute non devono essere considerate né interpretate come consulenza in materia di investimenti. Eventuali punti di vista e/o opinioni espressi non sono intesi e non devono essere interpretate come raccomandazioni o consigli di investimento, fiscali e/o legali. BORSAEFINANZA SRL non si assume alcuna responsabilità per azioni, costi, spese, danni e perdite subite a seguito di informazioni, punti di vista o opinioni presenti nelle analisi di borsaefinanza.it. Prima di intraprendere decisioni di investimento, invitiamo gli utenti a leggere la documentazione regolamentare sempre disponibile per legge sui siti degli emittenti ed ottenere una consulenza professionale. Qui è possibile trovare le informazioni sul produttore dell’analisi.









