Mentre Unicredit si prepara a chiedere alla BCE di poter salire nel capitale di Commerzbank dall’attuale 9% fino e oltre il 30%, e a far uscire allo scoperto così il governo di Berlino, la banca tedesca inizia a mettersi di traverso. E fa capire senza mezzi termini che l’ingresso nell’azionariato dell’istituto italiano non è gradito. “Non abbiamo bisogno di Unicredit” ha dichiarato la direttrice finanziaria di Commerzbank, Bettina Orlopp, secondo quanto riportato da Handelsblatt. “Questioni come questa causano disordini ha aggiunto la manager che ha sottolineato come il supporto di Unicredit non serva “perché siamo su una strada eccellente”.
La seconda banca tedesca, di cui il governo tedesco detiene oggi il 14,5% dopo il salvataggio del 2008, dovrebbe registrare risultati in crescita nel 2024. Orlopp è stata scelta per condurre i futuri colloqui con Unicredit, ma soprattutto è la candidata numero uno a sostituire l’attuale amministratore delegato Manfred Knof che nei giorni scorsi, alla vigilia del blitz di Unicredit, aveva annunciato che si sarebbe dimesso al termine del suo contratto che scade nel 2025. Il ricambio al vertice potrebbe arrivare ben prima del prossimo anno.
Orlopp ha affermato esplicitamente che vorrebbe che lo Stato tedesco rimanesse per il momento nella banca dopo l’ingresso di Unicredit. Qualcosa in più sulla strategia di Commerzbank si saprà martedì prossimo, quando i vertici di Commerzbank inizieranno due giorni di incontri vicino a Francoforte per discutere la strategia e la risposta da dare a Unicredit. La reazione di Orlopp, che ha anche affermato che Commerzbank non si aspettava l’investimento di Unicredit non stupisce perché è coerente con il sentimento anti-Unicredit che serpeggia tra i sindacati tedeschi, preoccupati per i possibili tagli in caso di fusione con la controllata Hvb.
Azioni Unicredit: quotazioni alle prese con la resistenza a 38 euro
Le azioni Unicredit sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri. Dopo il massimo relativo toccato lo scorso 24 luglio sul livello 39,330, l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un violento movimento ribassista che si è arrestato solo in prossimità del supporto presente a quota 30,950 (5 agosto). Da quel momento i corsi hanno iniziato a risalire, recuperando solo parzialmente il terreno perso in precedenza, tant’è che la configurazione a V di stampo rialzista non si può definire ancora completata.
Dalla metà di agosto, infatti, le azioni Unicredit hanno perso slancio, muovendosi all’interno di un ampio trading range compreso tra i livelli 35,530 e 37,935 (soglia resistenziale dei 38 euro), dove non sono comunque mancate valide occasioni di trading adottando la strategia del comprare sui supporti e vendere sulle resistenze.
Quello che manca, però, è la direzionalità del mercato. Ed è quella che probabilmente aspettano gli operatori in previsione dell’affare Commerzbank, vista come acquisizione positiva. Se si dovesse procedere in questo senso, sarà lecito attendersi a breve il superamento della già citata resistenza a quota 38 ponendosi come obiettivo il raggiungimento dei recenti massimi di luglio.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 37,935 con target nell’intorno dei 39,330 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 37,270 con obiettivo molto vicino al livello 35,980. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a fine agosto. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di neutralità vicino al livello 59.

L’andamento di breve termine del titolo UNICREDIT









