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Azioni USA: per Morgan Stanley S&P 500 a 3.000 punti nel 2023

Azioni USA: per Morgan Stanley S&P 500 a 3.000 punti nel 2023

Il 2023 si è aperto all’insegna del segno verde per le azioni USA, dopo un anno passato con gli investitori impegnati a vendere a mani basse. I dati macroeconomici stanno dando alcune indicazioni positive e questa settimana potrebbe definirsi cruciale per il percorso di Wall Street nei prossimi mesi.

Venerdì scorso dal mercato del lavoro è uscito un dato molto positivo, ovvero un aumento dei salari più basso di quanto si attendeva il consensus. Il parametro è molto monitorato dalla Federal Reserve in rapporto alle sue decisioni di politica monetaria perché, in base a quanto crescono le buste paga negli Stati Uniti, la Banca Centrale effettua le proiezioni sull’inflazione. Se i salari crescono, le persone possono spendere di più e quindi i prezzi tendono a salire. Con una contrazione degli emolumenti ai lavoratori, si hanno maggiori probabilità che la domanda si contragga e l’inflazione rallenti. Giocoforza, la Fed attenuerebbe la sua aggressività nell’aumentare i tassi d’interesse.

A partire da oggi, dicevamo, vi sono alcuni appuntamenti da tenere presente e che potrebbero muovere le quotazioni. Il primo si sosterrà tra poche ore e riguarda un discorso del Governatore della Fed Jerome Powell a Stoccolma, da cui si potrebbero ottenere delle indicazioni rilevanti sulle intenzioni di politica monetaria dell’istituto centrale. Il secondo andrà in scena giovedì con la pubblicazione dei dati sull’IPC di dicembre, atteso al 6,5% e quindi in netto calo rispetto al 7,1% di novembre. Il terzo si riferisce all’inizio della stagione delle trimestrali, con le grandi banche che pubblicheranno i dati del quarto trimestre 2022, tra le quali JP Morgan e Citigroup.

 

Azioni USA: le banche d’affari prevedono vendite nel 2023

Alcuni strateghi di Wall Street comunque predicano cautela sulle azioni USA nel 2023, sulla base del fatto che una contrazione economica potrebbe presto materializzarsi spingendo gli investitori a vendere i titoli in Borsa. Uno degli strategist più ribassisti è Michael Wilson di Morgan Stanley. A suo giudizio, una recessione aggraverà il più grande crollo annuale dalla crisi finanziaria globale.

L’esperto ritiene che le stime sugli utili societari siano ancora troppo elevate, il che suggerisce che l’S&P 500 potrebbe precipitare fino a circa 3.000 punti, ovvero ben oltre il 20% più in basso dai livelli attuali. Secondo Wilson, un picco dell’inflazione potrebbe impattare sulla redditività dei mercati azionari, mentre sosterrebbe i mercati obbligazionari. Lo stratega inoltre pensa che i risultati che verranno fuori dalle trimestrali quest’anno saranno deludenti, con i margini più bassi rispetto a quelli che si aspetta il mercato.

Le opinioni di Morgan Stanley non sono in contrasto con quelle di altre due grosse banche d’affari: Goldman Sachs e Deutsche Bank. L’istituto finanziario americano si attende altresì una pressione sui margini di profitto, con una recessione che potrebbe compensare l’aspetto positivo derivante dalla riapertura della Cina. Per questo Goldman punta più su una forte ripresa dei titoli cinesi che su quella delle azioni USA. La banca tedesca stima un calo degli utili delle società americane nel 2023, anche se per il quarto trimestre prevede una risalita delle azioni, seguita da un sell-off di fine anno.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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