A Piazza Affari crollano le azioni Webuild, nel giorno in cui il general contractor italiano ha comunicato i conti del 2025, che hanno portato a termine il piano industriale partito nel 2022.
Nello specifico, i ricavi hanno battuto le attese crescendo del 15% a 13,6 miliardi di euro, mentre l’utile netto è aumentato del 13% a 280 milioni di euro. Il margine operativo lordo si è apprezzato del 18% rispetto al 2024 attestandosi a 1,2 miliardi, ben al di sopra dell’obiettivo compreso tra 990 milioni e 1,05 miliardi di euro previsto dalla società.
L’ebitda margin è passato dall’8,3% del 2024 all’8,6% e si confronta con il 7,2% registrato nel 2022. In aumento del 19% l’ebit adjusted che è stato pari a 405 milioni di euro. A sostenere la visibilità dei ricavi è stato in particolar modo il portafoglio ordini. Al 31 dicembre del 2025 il backlog complessivo ha toccato i 58,4 miliardi di euro, di cui 50,9 miliardi nel settore construction e 7,5 miliardi nelle attività di concessioni e operation & maintenance.
Nel solo 2025 Webuild ha acquisito 13,2 miliardi di nuovi ordini, di cui il 90% proveniente da aree considerate a basso profilo di rischio. Dall’inizio del 2026 il gruppo ha già registrato circa 1,8 miliardi di nuove commesse, considerando anche i progetti per i quali è risultato migliore offerente. La presenza geografica del portafoglio resta diversificata tra Italia, Europa, Australia, Stati Uniti e Arabia Saudita.
Nel corso del piano il gruppo ha rafforzato la propria struttura finanziaria riducendo la leva lorda a 2,6 volte, rispetto alle 4,5 volte del 2022. Allo stesso tempo è stata mantenuta una posizione finanziaria netta positiva nonostante investimenti per 2,5 miliardi di euro destinati a sostenere la crescita futura. Alla luce dei risultati il cda proporrà agli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,081 euro per azione ordinaria e di 0,26 euro per azione di risparmio. Webuild ha annunciato un investor day nel prossimo mese di giugno, in cui verrà presentato il nuovo piano industriale triennale.
Dinanzi ai conti del 2025, cosa non è piaciuto al mercato? Probabilmente gli investitori rimangono cauti sulle prospettive del settore in un contesto macroeconomico globale che, in particolar modo con il conflitto in Iran, dovrebbe rimanere incerto.
Azioni Webuild: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Webuild sulla Borsa italiana. Con volumi ampiamente superiori alla media giornaliera mensile è una seduta in forte calo, vicino al 10% nei pressi dei 2,70 euro. Con un trend di medio e breve periodo al ribasso, il movimento odierno ha spinto le quotazioni a violare al ribasso la trendline ascendente che, partendo dai minimi toccati nell’ottobre del 2023 e congiungendo quelli di giugno 2024, transita sui 2,88 euro.
Dal punto di vista operativo il mancato recupero di questi livelli dovrebbe far proseguire le vendite prima in direzione dei 2,60 euro e successivamente verso i minimi del 2025 situati sui 2,45-2,40 euro. La perdita di tali supporti andrebbe a indebolire ulteriormente il quadro grafico, con prossimi target sui 2,20 euro.
Al contrario, il ritorno dei corsi sopra i 2,88 euro dovrebbe porre le basi per un recupero delle quotazioni. Il primo obiettivo di questo movimento dovrebbe essere posto sui 3 euro e successivamente i 3,10-3,15 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni. Nel caso in cui tali aree dovessero essere messe alle spalle, dovremmo assistere a una continuazione degli acquisti verso i 3,27-3,30 euro, dove verrebbe messo sotto pressione l’indicatore giornaliero del Supertrend. Lasciandosi alle spalle queste aree si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico con possibili ulteriori apprezzamenti verso i 3,40 euro e a seguire i 3,55 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo.
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