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Banca MPS: ok Bce ad aumento di capitale. Cosa fare ora con il titolo?

Banca MPS: ok Bce ad adc. Cosa fare ora con il titolo?

In una giornata contrassegnata da forti vendite sui listini europei, a Piazza Affari il titolo Banca Mps si avvia a far segnare nuovi minimi di sempre, nel giorno in cui la banca centrale europea ha dato il via libera all’aumento di capitale. Questo verrà ora sottoposto il 15 settembre all’assemblea degli azionisti che dovrà ratificare un rafforzamento da 2,5 miliardi di euro, a cui il Tesoro, azionista di maggioranza con oltre il 64%, dovrà contribuire per quasi 1,6 miliardi di euro.

Ricordiamo che il nuovo rafforzamento patrimoniale arriva in un contesto macro-economico difficile, senza contare il risultato delle elezioni politiche che potrebbe pesare sul destino della banca senese. In questo contesto alcuni rumors parlano di un aumento di capitale da fare a tappe: una tranche da 1-1,5 miliardi di euro da lanciare entro il prossimo mese e la restante parte nei primi mesi del nuovo anno. Inoltre non sarebbe da escludere che in questo frangente di “vuoto politico”, qualche altro istituto finanziario possa sfruttare il momento e uscire allo scoperto per fare un’offerta e rilevare la quota in mano allo Stato.

 

Azioni Banca Mps: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere come sta rispondendo l’azione dopo queste notizie. Rispetto agli ultimi aggiornamenti non cambia il quadro grafico presente sul titolo Banca Mps, con le quotazioni che nella seduta odierna si sono avvicinate alla soglia degli 0,3 euro che rappresentano i minimi di sempre. Nel breve termine saranno questi i livelli da monitorare, in quanto una discesa sotto degli stessi potrebbe spingere l’azione verso gli 0,285 euro e a seguire gli 0,25 euro. In questo quadro eventuali rimbalzi che riportassero il titolo verso gli 0,36-0,37 euro, senza superare questi livelli, verrebbero letti come nuove occasioni per aprire posizioni ribassiste.

Al contrario un primo timido segnale di positività si avrebbe solo con il superamento degli 0,37 euro, oltre i quali si dovrebbero avere allunghi in direzione degli 0,4 euro. L’eventuale break di queste aree resistenziali potrebbe far proseguire il recupero in direzione degli 0,445-0,45 euro. Per avere però un vero e proprio segnale capace di migliorare la struttura grafica del titolo, i prezzi dovrebbero spingersi di forza oltre i massimi di luglio situati in area 0,54 euro

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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