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Banca Widiba, Viscanti: “Consulenti multiruolo e sempre più indipendenti”

La sede principale di Banca Widiba a Milano

Diventare il perno centrale della gestione del risparmio non basta. Il consulente finanziario deve essere anche educatore nei confronti dei risparmiatori e cinghia di trasmissione del risparmio all’economia reale. Compiti che secondo Nicola Viscanti, head of Advisors di Banca Widiba, i consulenti finanziari hanno sempre svolto pur tra tante difficoltà. “Faccio questo lavoro dal 1989 e già allora era attuale il tema relativo alla condivisione della cultura finanziaria, perché l’obiettivo del consulente è sempre stato quello di far sì che il cliente sia consapevole nella gestione dei propri risparmi” ha spiegato Viscanti in un’intervista rilasciata a Borsa&Finanza in occasione di ConsulenTia 2024.

Adesso, secondo il responsabile della consulenza di Banca Widiba “siamo a un momento di svolta della professione. Per quanto riguarda il tema del digitale e dell’innovazione negli ultimi anni si è assistito a un’inevitabile accelerazione e il passaggio dei tassi di interesse da negativi a positivi nel 2022 ha causato forti shock sul mercato, soprattutto nel mondo delle obbligazioni, ossia lo strumento scelto tradizionalmente da chi non è propenso al rischio. Nel 2022 il risparmiatore ha subito forti perdite e quelle ferite ha cercato di curarle l’anno successivo, nel 2023, riducendo la componente gestita a favore dell’amministrato. Lì è nato il fenomeno che vediamo ancora oggi: una continua ricerca del reddito fisso”.

 

In questi frangenti come si è comportato il consulente finanziario di Banca Widiba?

“Noi lavoriamo con prodotti finanziari di oltre 30 società di gestione perché crediamo in un modello multibrand ad architettura aperta che permetta di soddisfare in modo completo i bisogni del cliente. L’obiettivo è di uscire dalla logica classica del risparmio gestito per andare verso una consulenza di portafoglio quanto più ampia possibile. Da qui la spinta a combinare strumenti diversi, dalla gestione attiva a quella passiva, includendo i titoli di Stato come i Btp. Guardando a questo modello di consulenza globale, Banca Widiba ha introdotto già da tempo un servizio di consulenza a parcella che permette di dare flessibilità al professionista e soddisfare le diverse richieste della clientela. La Banca è convinta che questo modello avrà un ruolo sempre più centrale nella consulenza del futuro”.

 

Perché la figura del consulente finanziario stenta ancora a imporsi rispetto ad altre figure, come l’avvocato o il commercialista, che sono già entrate nella quotidianità delle famiglie italiane?

“Innanzitutto, si tratta di una figura giovane, nata circa 40 anni fa, e quindi non possiamo pretendere di fare un confronto con l’avvocato o il commercialista. È una professione che deve ancora crescere in termini numerici: i commercialisti in Italia, se ricordo bene, sono oltre 120.000, gli avvocati più del doppio. Poi in genere in Italia le professioni crescono anche in occasione di congiunture particolari. La figura del commercialista, per esempio, si è diffusa in particolar modo quando è stato introdotto l’obbligo della dichiarazione dei redditi. Sono convinto che se il lavoro del consulente venisse maggiormente spiegato e raccontato, sempre più persone ne capirebbero l’importanza. Penso alle realtà universitarie: ancora oggi non molte hanno un percorso di avviamento alla professione. Se interroghiamo le famiglie e chiediamo loro se sanno che ruolo svolge il consulente finanziario ci rendiamo conto della poca consapevolezza. Il sistema delle reti serve circa 5 milioni di famiglie, ma se consideriamo che in Italia sono oltre 21 milioni, vediamo quanto spazio ci sia ancora per lavorare sull’importanza della professione di consulente finanziario”.

 

Banca Widiba che cosa sta facendo per far conoscere la professione di consulente finanziario e per attirare i giovani?

“Fornire un aiuto concreto ai giovani è quanto di più concreto si possa fare per permettergli di conoscere la professione e iniziare un percorso. Banca Widiba lo fa innanzitutto accompagnandoli a superare l’esame di abilitazione. In secondo luogo, la Banca ha predisposto l’Accademia delle Competenze, un percorso intensivo rivolto a tutti i nuovi ingressi, per consolidare le competenze finanziarie e tecniche e rafforzare alcune soft skill, come la coscienza del ruolo sociale e la costruzione del personal branding, grazie al coinvolgimento di formatori interni ed esterni. Oltre all’aspetto formativo, per i giovani ingressi è previsto un supporto economico nella fase iniziale”.

 

Per quali ragioni un giovane che volesse fare il consulente finanziario dovrebbe provare a farlo in Banca Widiba?

“In primo luogo, siamo una banca molto attrattiva anche da un punto di vista digitale, grazie a WISE, la nostra piattaforma proprietaria in cui tecnologia e innovazione sono al servizio dell’intero ciclo di lavoro del consulente. Inoltre, lo scorso anno abbiamo attivato “Team CF”, un programma che consente unire le competenze dei Consulenti al servizio del cliente e di favorire il passaggio generazionale dei professionisti. In particolare, il Team Next Generation è stato pensato sia per la gestione di un efficace passaggio generazionale tra figure Senior e Junior, sia per avviare alla professione i giovani Consulenti finanziari e per accelerarne il percorso di esperienza. Le figure Junior possono così operare affiancati da un CF Senior, che assume un ruolo di supervisore e trasferisce ai più giovani le proprie competenze, come avviene nelle altre professioni dove è previsto un praticantato. Ritengo che questo modo di procedere rappresenti anche una responsabilità del consulente finanziario nel tutelare il cliente che per tanti anni ha seguito”.

 

Banca Widiba è nata dieci anni fa, nel 2014, con un modello innovativo. Cosa è riuscita a innovare Banca Widiba e cosa ancora vuole innovare?

“In dieci anni abbiamo portato tante novità. Oltre ai processi, abbiamo aggiunto la gestione e sottoscrizione della maggior parte dei prodotti in modalità digitale: siamo stati i primi a introdurre il mutuo nativo digitale e ad adottare lo SPID come modalità di riconoscimento per l’apertura del conto, solo per citare alcune innovazioni. I nostri punti di forza sono la tecnologia e la consulenza finanziaria. In Banca Widiba, infatti, l’innovazione è al servizio dell’intero ciclo di lavoro dei consulenti finanziari presenti sul tutto il territorio nazionale: l’obiettivo è supportare i professionisti in tutte le dimensioni del rapporto con il cliente, per permettere di aiutarlo non solo dal punto di vista finanziario, ma anche nel life planning, monitorando i risultati nel tempo”.

 

Che impatto ha l’intelligenza artificiale nel mondo della consulenza finanziaria?

“Noi non abbiamo mai messo in dubbio il ruolo del consulente finanziario. Il suo compito principale non è costruire i portafogli, ma entrare in empatia con il cliente e capire quali siano le sue esigenze e i suoi obiettivi di vita. La tecnologia questo non potrà sostituirlo ma semplificherà molto la vita del consulente finanziario: come diciamo sempre, la tecnologia non ha un ruolo sostitutivo, anzi è un facilitatore al servizio del cliente e del consulente e grazie all’intelligenza artificiale pensiamo di poter ulteriormente migliorare in questo processo”.

 

Come vede il ruolo della consulenza finanziaria nel prossimo futuro?

“Dal mio punto di vista il consulente lavorerà sempre di più in un’ottica patrimoniale, allargando molto il perimetro del suo servizio all’analisi immobiliare, aziendale e successoria, con lo scopo di fornire una visione completa del patrimonio del cliente e offrire un modello di consulenza globale e personalizzato, per rispondere anche alle esigenze più sofisticate tipiche di una clientela più patrimonializzata”.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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