Banche europee: cosa aspettarsi dalle trimestrali in arrivo

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La stagione delle trimestrali per le grandi banche europee sta per iniziare. La tedesca Deutsche Bank e la spagnola BBVA pubblicheranno i risultati giovedì, mentre le francesi BNP Paribas e Société Générale, la svizzera UBS e le italiane Intesa Sanpaolo e Unicredit riferiranno la prossima settimana. Più avanti toccherà alle britanniche HSBC e Barclays.

Gli appuntamenti arrivano in un periodo in cui il settore bancario europeo è in fibrillazione per via dei movimenti in corso finalizzati a eventuali aggregazioni. In Italia il risiko bancario è particolarmente vivo, con Unicredit che ha lanciato nell’ultima parte dello scorso anno l’assalto alla rivale tedesca Commerzbank e a quella italiana Banco BPM. Pochi giorni fa, invece, Banca MPS ha avanzato un’offerta pubblica di scambio per Mediobanca.

Fuori dai confini italiani, da diverso tempo sono state intraprese trattative per una combinazione tra BBVA e Banco de Sabadell in Spagna. Tutto ciò in un’ottica di consolidamento, gradito alla Banca centrale europea e a molte istituzioni nazionali, al fine di rafforzare il settore nella competizione con gli istituti di credito statunitensi.

Negli ultimi anni, le banche europee hanno accumulato grandi profitti per effetto degli alti tassi di interesse e la grande liquidità generata le ha indotte a tentare la via delle fusioni e acquisizioni. A questo si è accompagnato un rally delle azioni in Borsa che le ha portate a scambiare ai massimi dal 2010. Il punto ora è che, per mantenere certe valutazioni, i risultati trimestrali dovranno battere le aspettativ degli analisti. Un’impresa non facile, considerando che le Banche centrali di Europa e Gran Bretagna hanno avviato, dalla seconda parte del 2024, il ciclo dei tagli ai tassi di interesse.

 

Banche europee: cosa aspettarsi dalle trimestrali

L’aspetto più importante che gli investitori osserveranno nelle chiamate agli utili sarà il reddito netto da interessi, ovvero la differenza tra ciò che le banche guadagnano sui prestiti e quello che pagano sui depositi. Gli analisti hanno rivisto le previsioni su tale margine, stimando una diminuzione più lenta. a scorsa settimana, la trimestrale della spagnola Bankinter ha fatto suonare un campanello d’allarme mostrando che tassi più bassi hanno intaccato i proventi dei prestiti, nonostante ciò sia stato compensato da commissioni più alte.

L’altro tema da considerare è attinente all’investment banking. Dopo due anni anemici, ci sono segnali che il dealmaking si stia riprendendo. Le banche europee però in questo segmento di business non sono forti, o quantomeno non sono competitive con le rivali americane. Ancor  più se si pensa che la deregolamentazione promessa dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump darà alle banche USA un ulteriore vantaggio in termini di minori burocrazia e costi.

“È probabile che il divario con le banche statunitensi cresca poiché le banche europee sono meno forti nell’investment banking“, ha affermato Christian Edelman, managing partner per l’Europa di Oliver Wyman. Tuttavia, l’esperto si aspetta “risultati solidi” dagli istituti del Vecchio continente, grazie a riacquisti e dividendi che rimarranno a livelli elevati nel 2025.

Scendendo nello specifico delle trimestrali di questa settimana, il consensus prevede un utile netto di circa 380 milioni di euro per Deutsche Bank, in netto calo rispetto agli 1,26 miliardi di euro del quarto trimestre 2023. Sul risultato incide una serie di costi legati alla ristrutturazione aziendale, alle disposizioni legali e ad altre voci una tantum. Per quanto riguarda BBVA, gli analisti prevedono una crescita più elevata del reddito da prestiti in Turchia e Sud America, il che compensa un rallentamento in Spagna e Messico. Chiaramente, il mercato drizzerà le antenne su eventuali aggiornamenti relativi all’offerta per Sabadell.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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