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Banche europee: grazie a utili record azioni a sconto nonostante rally

Banche europee: grazie a utili record azioni a sconto nonostante rally

Le banche europee stanno vivendo una stagione degli utili straordinaria, al di là delle previsioni. La crescita dei profitti nel quarto trimestre 2022 è stata finora la più alta degli ultimi 15 anni, a dispetto di quanto molti temevano in considerazione di un’ipotetica contrazione dell’economia che avrebbe limitato gli investimenti delle imprese e le spese delle famiglie. Secondo i dati di Refinitiv, gli utili del quarto trimestre dei titoli finanziari dello STOXX 600 dovrebbero essere aumentati del 44,7% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 32,7 miliardi di euro, a fronte di un calo del 10% nel terzo trimestre.

Molto in realtà ha inciso l’aumento dei tassi d’interesse da parte della Banca Centrale Europea che ha rafforzato il margine d’intermediazione degli istituti di credito, in grado di compensare il rallentamento dei ricavi derivanti dalle operazioni straordinarie di M&A e di quotazione in Borsa delle aziende. Il riflesso nei mercati azionari europei è stato molto evidente, con l’indice STOXX 600 delle banche che è cresciuto circa del 20% nel 2023 finora, ai massimi degli ultimi cinque anni. “Molte delle buone notizie relative al rialzo dei rendimenti e al sollievo per l’assenza di una recessione imminente si riflettono pienamente nei prezzi”, ha detto Hani Redha, portfolio manager dei multi-asset globali presso PineBridge, che gestisce 143,1 miliardi di dollari.

 

Le azioni sono ancora a sconto

Alla luce dei solidi risultati dell’ultimo trimestre delle banche europee, gli analisti non vedono un valore delle azioni troppo alto. Anzi, in considerazione del fatto che la BCE è intenzionata ad alzare ancora i tassi d’interessi in maniera aggressiva nella sua strenua lotta contro l’inflazione, per le banche sarà una vera manna poiché aumenteranno ancora di più la loro redditività sul core business. Secondo Refinitiv Datastream, i titoli degli istituti di credito vengono scambiati ad appena 0,73 volte rispetto al loro prezzo contabile. Si tratta di un valore inferiore alla loro media ventennale di circa 1,0, e molto più conveniente rispetto a quello degli omologhi statunitensi, che vengono negoziati a circa 1,1 volte.

“In Europa, sono in corso dei rialzi negli utili e riteniamo che ci sia ancora un certo potenziale per ulteriori aumenti, soprattutto se gli accantonamenti per le perdite sui prestiti verranno rivisti al ribasso nel corso dell’anno”, afferma Claudia Von Turk, equity analyst di Lombard Odier. Mentre secondo Emmanuel Cau, responsabile dell’equity strategy di Barclays, “con il rischio di una profonda recessione nell’area dell’euro che si allontana e l’attività economica che migliora grazie al calo dei prezzi dell’energia e alla riapertura della Cina, c’è ancora spazio per la corsa delle banche”.

 

Banche europee: come si stanno comportando

Alcune banche europee si stanno dando da fare per sfruttare questo momento di grazia. UniCredit ha annunciato di restituire agli azionisti 5,25 miliardi di euro dagli utili del 2022, grazie a un profitto record nell’ultimo trimestre dell’anno scorso. Mentre BNP Paribas ha proclamato un maxi-piano di buyback di 5 miliardi di euro, oltre ad aver alzato gli obiettivi di profitto per il 2025, anche se nel quarto trimestre 2022 i conti hanno mancato le attese del consensus.

Tuttavia, alcuni istituti finanziari si mantengono cauti, in quanto temono che l’aumento dei tassi d’interesse potrebbe finire per non incrementare più i ricavi a causa dell’arrivo di una recessione. Ad esempio HSBC ha espresso un outlook molto moderato, nonostante abbia registrato una crescita del 92% degli utili trimestrali. Société Générale e Banco Santander invece hanno potenziato le loro riserve per tenersi pronte davanti a condizioni economiche più incerte.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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