Banche europee in fermento: le operazioni chiuse e quelle che si potrebbero aprire

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Le Banche europee continuano a posizionarsi per il risiko bancario. Con Mps che ha ormai conquistato Mediobanca, ecco quali potrebbero essere le altre operazioni all’orizzonte secondo l’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti). 

 

C’è fermento tra le banche europee. A fare la parte del leone è certamente quello italiano, dove la scorsa settimana Banca Mps è riuscita a portare a termine con successo l’operazione di scalata lanciata su Mediobanca. Le adesione all’ops promossa da Siena hanno superato la soglia del 62%. Da martedì 16 e fino al 22 settembre la banca guidata da Lovaglio riapre il periodo per aderire all’offerta, mossa che probabilmente consentirà a Banca Mps di arrivare all’80% di Piazzetta Cuccia. La soglia, stando al direttore generale di Mediobanca, dovrebbe essere prodromica a una fusione delle due entità.

Di certo Mps potrà beneficiare delle sinergie tra le due banche, stimate in 700 milioni annui, e nelle DTA che l’acquisizione sblocca. Questa seconda voce vale 1,2 miliardi di euro. Quella di Siena non è tuttavia l’unica operazione che interessa il mondo bancario, Guardando sempre all’Italia, dopo aver resistito alle avance di Unicredit, Banco BPM è tornata al centro dei discorsi di M&A. Secondo alcune indiscrezioni, l’istituto guidato da Castagna sarebbe pronto a rilevare Crédit Agricole Italia in un’operazione carta contro carta che porterebbe la capogruppo francese Crédit Agricole al 35% di Piazza Meda. Una soglia che spingerebbe a lanciare un’opa su Banco Bpm.

A differenza di quanto avvenuto con Andrea Orcel, gli esponenti del governo italiano si sono mostrati meno chiusi all’ipotesi. Equilibri precari che interessano anche la Spagna, dove oggi parte l’offerta da 14,9 miliardi di Bbva su Sabadell. Operazione ritenuta ostile dal cda della banca con sede ad Alicante e a lungo osteggiata dal governo di Madrid. Quello in atto appare un necessario processo di aggregazione nazionale volto in un secondo momento all’avvio di operazioni transnazionali. E mentre il governo olandese ha messo sul mercato nei giorni scorsi il 10% di Abn Ambro, Unicredit rimane alla finestra, in attesa di convincere gli shareholders di Commerzbank della bontà della combinazione.

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Redazione

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