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Banche europee: per Deutsche Bank hanno già superato la crisi

Banche europee: per Deutsche Bank hanno già superato la crisi

La crisi per le banche europee è finita, secondo Deutsche Bank. L’amministratore delegato dell’istituto tedesco, Christian Sewing, ritiene che la tempesta finanziaria arrivata a marzo abbia trovato una solida resistenza da parte del settore bancario del Vecchio Continente, dopo un banco di prova importante. “Le ultime settimane sono state un test per l’industria finanziaria europea, ma abbiamo resistito bene”, ha affermato. La motivazione di tale forza sta nel fatto che le “banche europee sono redditizie e solide”, favorite da “un sistema di regolamentazione e vigilanza nell’Unione Europea che è stato sostanzialmente rafforzato dalla crisi finanziaria”.

Deutsche Bank si è trovata nel mezzo delle grandi preoccupazioni  sorte dopo che negli Stati Uniti sono fallite in ordine la Silvergate Capital, la Silicon Valley Bank e la Signature Bank, mentre in Svizzera Credit Suisse è stata salvata in via emergenziale attraverso la fusione con UBS. In quel periodo, l’istituto tedesco è stato espressione di un malessere degli investitori, che temevano il contagio dopo una corsa agli sportelli in USA e in Svizzera senza precedenti.

 

Banche europee: perché il no a una regolamentazione più severa

Ora si pone il problema di una regolamentazione che stringa sui requisiti delle banche, ma Sewing sottolinea che in Europa la normativa è più severa rispetto agli Stati Uniti e finora ha funzionato bene. Per questa ragione, il CEO di Deutsche Bank si oppone ai piani dell’Unione Europea di aggiornare le regole di risoluzione delle crisi bancarie. In questo modo, verrebbe favorito “il settore bancario ombra, che è cresciuto notevolmente in seguito alla crisi finanziaria”, ha affermato.

L’UE cercherà di accelerare la gestione delle banche in crisi in modo che venga scongiurato il ricorso al bail-out, che porterebbe a far pagare i contribuenti. Viceversa, Bruxelles punta ad agevolare il bail-in, quindi a utilizzare le proprie risorse in caso di default. “Il passaggio alla risoluzione come strumento standard per la gestione delle crisi bancarie andrebbe a scapito del nostro efficiente sistema nazionale di garanzia dei depositi”, ha detto Sewing.

 

Europa: per APG a rischio crisi finanziaria

Se il capo di Deutsche Bank esprime ottimismo sulla situazione delle banche europee di fronte alle turbolenze finanziarie e respinge un inasprimento della regolamentazione del settore, di parere opposto è Thijs Knaap, capo economista di APG, il secondo più grande fornitore europeo di servizi pensionistici con 522 miliardi di euro di asset in gestione e 3.000 dipendenti ad Amsterdam, Bruxelles, New York, Hong Kong, Pechino e Shanghai. “Il rischio di una stretta creditizia c’è e certamente è aumentato”, ha detto Knaap alludendo alle difficoltà che potrebbero attraversare le banche europee in merito all’accesso ai finanziamenti. “Non penso che ci siamo ancora, tuttavia è una linea molto sottile”, ha detto Knaap in un’intervista ad Amsterdam. “Se fai troppo e crei una crisi, ad esempio tra banche, potrebbe facilmente trasformarsi in una crisi di finanziamenti”, ha aggiunto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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