Banche in focus con rialzo tassi interesse, recessione pericolo da evitare

Banche in focus con rialzo tassi interesse, recessione pericolo da evitare

Banche in focus nel contesto di tassi in rialzo, recessione pericolo da evitare

Le banche sono un comparto sotto osservazione sui mercati finanziari. In un clima di rialzo dei tassi di interesse che sta caratterizzando tutte le Banche Centrali, il settore bancario si candida a essere uno dei beneficiari dell’aumento del costo del denaro. Se la crescita dei tassi giova al margine d’interesse, storicamente prima voce di ricavo per gli istituti di credito, dall’altra il futuro pone anche alcune sfide legate all’attuale contesto. L’aumento dei prezzi delle materie prime e l’inasprimento delle politiche monetarie stanno portando a un rallentamento economico. E proprio il rischio di andare in recessione rappresenta un pericolo da evitare assolutamente. Cosa fare dunque sul settore bancario? Come posizionarsi dunque su questo tema? La risposta nell’Idea d’investimento di Vontobel Certificati di questa settimana (Clicca QUI per iscriverti).

 

Con l’aumento dell’inflazione in tutte le parti del mondo, le Banche Centrali hanno iniziato ad uscire dall’era delle politiche monetarie ultra-espansive. Dei maggiori istituti, dopo la Bank of England, la Federal Reserve è quella che si è mossa per prima, con un incremento del costo del denaro da 25 punti base a marzo seguito da uno da 50 punti base a maggio e da 75 punti base a giugno, portandoli all’intervallo 1,5%-1,75%. Stando alle proiezioni del dot-plot, la Fed potrebbe proseguire il suo percorso di aumenti fino ad arrivare al 3,375% nel 2022. Da segnalare inoltre come era dal 1994 che non veniva effettuato un ritocco del costo del denaro di 75 punti base. Guardando all’Europa, anche la BCE a luglio inizierà un percorso di aumento dei tassi (da 25 punti base) a cui potrebbe seguire un incremento dello 0,5% se l’outlook di inflazione al 2024 fosse superiore al 2,1%. A questi rialzi dovrebbero seguirne altri ad un ritmo “graduale ma sostenuto”. Oltre a questo, nell’ambito di una riunione straordinaria l’Eurotower ha stabilito l’avvio degli acquisti flessibili nell’ambito del PEPP, accelerando i lavori per creare uno scudo anti-frammentazione.

 

Banche in focus nel contesto di tassi in rialzo

Nel caso in cui le mosse degli istituti centrali non dovessero portare ad una recessione, un settore da monitorare con attenzione è quello bancario. Per gli USA, gli analisti di KBW evidenziano come nel 2022 le proiezioni delle entrate da interessi netti saliranno del 18% per Bank of America e del 17% per JP Morgan. Per quanto riguarda l’Europa, uno studio di S&P Global Ratings evidenzia come un incremento del costo del denaro di 200 punti base potrebbe portare ad un incremento del margine di interesse pari al 18% medio sul 2021. Da un punto di vista geografico, l’Italia dovrebbe essere la maggiore beneficiaria di questa situazione (impatto del 25% medio), mentre le banche francesi beneficeranno in maniera più ridotta di questa situazione (10% medio). Tuttavia, le banche del Vecchio Continente potrebbero essere penalizzate dall’impatto relativo all’aumento dei costi operativi e dei crediti deteriorati. Gli esperti comunque mettono in luce come nel 2023 si assisterà ad una normalizzazione dell’indice dei prezzi al consumo e che si verificherà un incremento moderato della disoccupazione. Nel 2022 e nel 2023, S&P ritiene quindi che si avrà un impatto positivo sugli utili delle banche europee nel 2022 e nel 2023. 

 

Intesa Sanpaolo: il quadro grafico delle azioni della banca italiana

Da un punto di vista grafico, le azioni Intesa Sanpaolo sono riuscite a mantenersi al di sopra della linea di tendenza ottenuta collegando i minimi del 29 ottobre 2020 a quelli del 7 marzo 2022. Se si dovesse assistere a nuovi segnali di forza oltre gli 1,90 euro, ci sarebbe la possibilità di osservare una ripartenza delle quotazioni, con i compratori che avrebbero la possibilità di mirare alla soglia psicologica dei 2 euro. Ulteriori indicazioni positive oltre tale intorno aprirebbero poi le porte ad un test dei 2,125 euro, dove passa il livello orizzontale espresso dai minimi del 20 luglio 2021. Viceversa, una discesa sotto 1,70 euro verrebbe interpretata negativamente, con i venditori che avrebbero la possibilità di tornare a mirare alla zona degli 1,50 euro. 

 

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