Banche italiane: Credem, Mediolanum e Intesa prime in Italia negli Srep

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La Banca centrale europea promuove le banche italiane. Anche quest’anno, l’Istituto monetario ha fatto il punto sulla solidità delle aziende di credito europee e i risultati sono incoraggianti, soprattutto per quelle italiane. Secondo i test “Srep” (Supervisory Review and Evaluation Process), molte banche della terza economia europea mostrano requisiti di capitale tra i migliori nella regione, a testimonianza di una gestione prudente e di una maggiore resilienza in un contesto economico e geopolitico complesso. Tra queste spiccano Credem, Mediolanum e Intesa Sanpaolo, veri punti di riferimento per affidabilità e stabilità finanziaria. In questo articolo:

 

  • Ecco come la Bce calcola lo Srep
  • Banche italiane: ecco chi vince dai test Srep

 

Ecco come la Bce calcola lo Srep

Lo Srep è un processo complesso di valutazione prudenziale che la Bce utilizza per verificare quanto le banche europee siano solide sotto il profilo finanziario e patrimoniale, al fine di determinare eventuali requisiti aggiuntivi di capitale. L’analisi si basa su quattro dimensioni chiave:

 

  • Adeguatezza patrimoniale (Capital adequacy), che misura se la banca dispone di capitale sufficiente a coprire rischi di credito, mercato e operativi;
  • Qualità degli asset e gestione del rischio (Risk profile), che analizza portafoglio crediti, rischi di mercato, rischi operativi e rischi strategici;
  • Governance e risk management, che controlla la solidità della struttura organizzativa, la gestione dei rischi, la compliance e l’internal audit;
  • Liquidità e funding (Liquidity & funding), che verifica la capacità di far fronte a stress di liquidità e la sostenibilità del modello di funding.

 

Una volta completata l’analisi, lo Srep determina i requisiti aggiuntivi di capitale, stabilendo:

 

  • Cet1 ratio minimo;
  • Pillar 2 Requirement (P2R), ossia capitale aggiuntivo obbligatorio oltre il Cet1 minimo regolamentare per coprire rischi specifici della banca;
  • Pillar 2 Guidance (P2G), capitale consigliato, non vincolante, per rafforzare la resilienza;
  • Raccomandazioni qualitative sulle pratiche interne e sulla gestione del rischio.

 

Lo Srep di quest’anno ha presentato alcune differenze rispetto agli anni precedenti, con la Bce che ha richiesto il 30% in meno di misure qualitative, in particolare riguardo al rischio di credito, alla governance e alla patrimonializzazione.

 

Banche italiane: ecco chi vince dai test Srep

Tra le banche italiane analizzate, il gruppo Credem ha ottenuto la maglia rosa, risultando anche tra i primi tre istituti europei per requisiti di capitale. Per l’istituto emiliano, il P2R applicabile dal 1° gennaio 2026 è dell’1,25%, rispetto all’1% del 2024 e del 2025. In seconda posizione si colloca Banca Mediolanum, con parametro stabile all’1,5% nel triennio. Segue Intesa Sanpaolo con l’1,65%, rispetto all’1,5% dei due anni precedenti. A seguire, Fineco e Unicredit al 2%.

Allargando il contesto alle 105 banche europee esaminate, il rapporto della Bce evidenzia nel complesso condizioni di capitale e liquidità “robuste” e una “forte generazione di utili”. Il requisito e le linee guida complessive Cet1 e i requisiti del Pilastro 2 applicabili nel 2026 sono rimasti sostanzialmente stabili, rispettivamente all’11,2% e all’1,2%. Le previsioni del Pilastro 2 non vincolante per il 2026 sono diminuite dall’1,3% all’1,1%. Nell’elenco delle banche più solide figura al primo posto la francese Sfil (Société de Financement Local) con un P2R applicabile dal prossimo anno dell’1%, stabile rispetto al 2024 e al 2025. Al secondo posto si colloca la spagnola Kutxabank, con parametro dell’1,25% invariato nel triennio. A completare il podio c’è Credem.

In sintesi, i risultati Srep 2025 confermano la solidità delle banche italiane, con Credem, Mediolanum e Intesa Sanpaolo ai vertici della classifica europea. La prudente gestione del capitale e la resilienza operativa premiano gli istituti italiani in un contesto economico complesso. Questi dati rafforzano la fiducia degli investitori nella stabilità del sistema bancario nazionale.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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