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Banche italiane: il BTP Valore potrebbe innescare una fuga di depositi

Banche italiane: il BTP Value potrebbe innescare una fuga di depositi

Per le banche italiane si profila una minaccia dall’emissione, la prossima settimana, del BTP Valore. L’obbligazione emessa dal Tesoro italiano punta a raccogliere più di 5 miliardi di euro tra i risparmiatori, denaro ora lasciato nei depositi bancari. La fuoriuscita di flussi che potrebbe derivarne arriva in un momento critico per le banche. Non si è ancora riassorbita completamente la tensione tra i clienti degli istituti di credito dopo quanto accaduto negli Stati Uniti con il fallimento di quattro banche e in Europa con il salvataggio di emergenza di Credit Suisse da parte di UBS. Ma soprattutto, molti prestiti a tasso zero o vicino allo zero elargiti dalla Banca centrale europea stanno per giungere a scadenza e le condizioni di rinnovo sono molto più onerose.

Su quest’ultimo punto le banche italiane non hanno via di uscita: a giugno dovranno rimborsare quasi la metà dei 318 miliardi di euro di fondi presi a prestito, mentre la parte rimanente scadrà nella prima parte del 2024. Il problema è che le riserve in eccesso delle banche sono inferiori ai rimborsi dovuti. Secondo la Banca d’Italia, gli istituti finanziari nazionali dovranno rivolgersi ai mercati, farsi nuovamente finanziare dalla BCE a tassi più alti o addirittura ridurre le loro attività per procurarsi la liquidità necessaria a far fronte ai loro impegni.

 

Banche italiane: la competizione dello Stato con il BTP Value

Lo Stato quindi entrerà in competizione con le banche italiane

lanciando il BTP Valore nel periodo 5-9 giugno. La scadenza del titolo è a 4 anni, con cedole step-up e un premio fedeltà dello 0,5% per chi mantiene il titolo fino alla fine. Le cedole saranno dettagliate nella giornata di domani. Il Tesoro cercherà di calamitare una parte dei 2.000 miliardi di euro in depositi bancari degli italiani. L’impresa non è impossibile dal momento che, secondo i dati diffusi dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), in media i conti correnti hanno prodotto nel mese di aprile un rendimento annuo di circa lo 0,29%, mentre un BTP a 4 anni rende il 3,6% lordo.

Da quando la BCE ha iniziato ad alzare i tassi d’interesse a luglio del 2022, i risparmiatori italiani hanno aggiunto ben 54 miliardi di euro negli investimenti in titoli di Stato fino a febbraio, certificando uno spostamento notevole di risorse dai fondi bancari. “Non è difficile prevedere che la prima emissione dell’obbligazione BTP Valore sarà un successo”, ha detto il gestore di portafoglio di Moneyfarm Roberto Rossignoli.

Il motivo per cui Roma sta sfidando le banche sul versante del risparmio è che, come calcola Intesa Sanpaolo, ben 16 miliardi di euro di obbligazioni italiane scadranno nel secondo semestre del 2023 dal portafoglio della BCE e non saranno sostituite dai piani di acquisto dell’Eurotower. Per questa ragione, come diverse volte è stato fatto in passato nei momenti più concitati, il Tesoro si rivolge ai risparmiatori domestici per attingere alla liquidità necessaria per sostenere la spesa pubblica. “Mi sembra naturale ed equo che il governo si rivolga al mercato al dettaglio”, ha dichiarato la scorsa settimana il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. “Il governo è ovviamente in competizione con le banche quando si tratta di remunerare la liquidità”, essendo che “c’è un’enorme quantità di depositi che offrono una remunerazione molto bassa o nulla”, ha aggiunto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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