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Banche USA: stasera gli stress test della Fed, ecco cosa attendersi

Questa sera a mercati chiusi la Federal Reserve pubblicherà i risultati annuali degli stress test sulle banche USA. L’appuntamento è importante perché volto a delineare lo stato di salute del sistema finanziario statunitense dopo il terremoto che quest’anno ha travolto alcuni istituti di credito e in considerazione di una recessione che secondo molti analisti sarebbe prossima a sopraggiungere. Gli osservatori di mercato monitoreranno alcuni elementi cruciali, come il capitale di cui necessitno le abanche per potersi considerare sane e quanto gli investitori potranno essere premiati con riacquisti  di azioni proprie e dividendi.

 

Banche USA: come vengono condotti gli stress test

La Fed ha introdotto gli stress test successivamente alla grande crisi del 2008 in modo da avere il polso della situazione del sistema bancario e della capacità di resistenza delle banche a shock di simile portata. Anche grandi istituti di credito hanno dovuto adeguare i loro standard patrimoniali e garantire una maggiore solidità. Oggi gli stress test valutano le banche soprattutto sulla base del coefficiente patrimoniale che non deve scendere sotto al 4,5% in un’ipotetica recessione. Si tratta di un parametro che le aziende più in salute non dovrebbero avere problemi a rispettare. Alle grandi banche però è richiesto un ulteriore supplemento di almeno un punto percentuale proprio perché considerate sistemiche, ovvero in grado di  condizionare la stabilità di tutto il sistema finanziario.

Un altro elemento che viene considerato negli stress test è il buffer di capitale, ossia un cuscinetto che ogni istituto deve detenere a copertura di ipotetiche perdite e che deve essere minimo del 4,5%. La Fed solitamente rende note le perdite di tutto il settore e anche del singolo istituto, dettagliando l’andamento degli asset specifici come mutui e carte di credito. Fino a pochi giorni dopo la pubblicazione dei risultati di stress test, alle banche USA è fatto divieto di annunciare dividendi e piani di buyback.

 

Cosa accadrà stavolta?

Ogni anno la Banca centrale americana cambia gli scenari previsti per adeguarli ai nuovi scenari situazione di economia e mercati. Quest’anno c’è però un problema: i test sono stati ideati prima dello scoppio della crisi bancaria di marzo che ha visto il fallimento di Silvergate Capital,  Silicon Valley Bank e  Signature Bank, nonché il salvataggio di emergenza di First Republic Bank a opera di JPMorgan Chase. La Fed ha inoltre testato i bilanci bancari  i un contesto di tassi di interesse in diminuzione per effetto della recessione prevista nello scenario per gli USA.

Per la prima volta verrà valutato anche il cosiddetto “shock esplorativo di mercato” relativamente alle otto aziende più grandi e complesse. Si tratta di uno scenario di  recessione grave ma con caratteristiche leggermente diverse da quello base. A tutto ciò si aggiunge la previsione di un crollo del 40% dei prezzi degli immobili commerciali, che riflette una sorta di stress post-pandemico per i mutuatari.

Sommando tutto, alla fine è possibile che alle banche venga detto quest’anno di accantonare più capitale per coprire le eventuali perdite derivanti da uno scenario recessivo. Gli stress test del 2023 riguarderanno 23 aziende di credito contro le 34 del 2022 in virtù del fatto che dal 2019 la Fed ha deciso di testare ogni due anni e non ogni anno le banche USA che hanno attività comprese tra 100 e 250 miliardi di dollari.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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