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Banco Bpm in odore di M&A? Quali i prossimi target rialzisti dell’azione

Banco Bpm in odore di M&A? Quali i prossimi target rialzisti dell'azione?

In una giornata che ha visto Piazza Affari transitare al giro di boa in leggero ribasso, spicca il titolo Banco BPM le quotazioni, con la quinta giornata positiva nelle ultime sei, si portano sui massimi di periodo. A spingere gli acquisti sulla banca guidata da Giuseppe Castagna sono i rinnovati rumors che vedrebbero l’istituto al centro di operazioni straordinarie. Nei giorni passati erano state le voci di un interesse da parte di Unicredit a muovere il mercato.

La nomina di Fabrizio Palenzona alla presidenza di Crt, azionista di riferimento sia di Unicredit con l’1,65% che di Banco BPM con l’1,8% potrebbe fare da apripista a un’eventuale aggregazione tra i due gruppi. A fare da spalla all’operazione ci potrebbe essere la sponda fornita da Francesco Gaetano Caltagirone.

L’imprenditore, che negli ultimi anni ha investito anche in Mediobanca e Unicredit, ora è entrato a sorpresa anche nel capitale della banca di Piazza Meda con una quota dell’1,1%. Caltagirone non è stato l’unico a muoversi di recente nell’azionariato. I francesi di Credit Agricole hanno rafforzato la loro posizione da primi azionisti avvicinandosi alla soglia del 10% a testimonianza del fatto che le manovre potrebbero essere in corso.

Azioni Banco Bpm: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere quali possono essere i target del movimento rialzista in atto sull’azione Banco BPM. Con volumi che a metà giornata sono già sopra la media giornaliera mensile, posta sui 16 milioni, quella odierna è una seduta in deciso rialzo, con i prezzi che si sono spinti sui top fin verso la soglia dei 4,20 euro. Nel breve le attese sono per un test sui massimi degli ultimi 7 anni situati nei pressi dei 4,25 euro, oltre i quali si avrebbe un rafforzamento del trend primario che potrebbe spingere i corsi in prima battuta verso i 4,5 euro e successivamente in direzione della soglia psicologica dei 5 euro. In questo contesto,eventuali correzioni di breve respiro che riportassero i prezzi verso i 3,75-3,80 euro, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend, verrebbero viste come delle potenziali occasioni di acquisto per chi non avesse l’azione in portafoglio.

Al contrario, una discesa delle quotazioni sotto i 3,75 euro potrebbe aprire le porte a una fase correttiva più profonda che avrebbe un primo obiettivo ribassista situato sui 3,60 euro e a seguire in direzione dei minimi segnati lo scorso mese di marzo in area 3-3,35 euro. Dal punto di vista operativo sarebbe solo scendendo sotto questi sostegni che si avrebbe un deciso indebolimento del quadro grafico, aumentando di conseguenza le possibilità per il titolo di andare a testare  la trendline rialzista che parte dai minimi dello scorso luglio e transita nei pressi dei 3,15-3,10 euro.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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