Banco BPM: rilancio su Anima per difendersi da Unicredit?

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Banco BPM potrebbe rilanciare al rialzo sull’offerta pubblica di acquisto per Anima Holding in occasione della prima riunione dell’anno del consiglio di amministrazione prevista per la prossima settimana. La seconda banca italiana ha proposto di acquistare tutte le azioni dell’asset manager a 6,2 euro ciascuna a inizio novembre, con un premio dell’8,5% rispetto all’ultima quotazione del titolo Anima prima dell’offerta. Ora, secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, sul tavolo del CdA potrebbe esserci una revisione per rafforzare la difesa al tentativo di scalata di Unicredit nei confronti di Piazza Meda. Il prezzo di mercato di Anima da novembre è salito fino a 6,695 quest’anno, livello che non vedeva da agosto 2017. Questo potrebbe significare che gli investitori stiano già prezzando un ritocco al rialzo del valore dell’OPA.

Tuttavia, il board di Banca BPM dovrà passare per l’Assemblea degli azionisti, programmata in primavera. Il nodo da risolvere è la passivity rule, ovvero la regola che impone a una società target di astenersi dal compiere atti od operazioni che possano impedire la realizzazione dell’offerta pubblica d’acquisto da parte di un soggetto acquirente.

In questo caso bisognerà vedere se il Banco dovrà chiedere l’autorizzazione della maggioranza straordinaria del 66% per rilanciare su Anima oppure se sia sufficiente quella semplice del 50% + uno. Dai legali dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna sono arrivate buone notizie in tal senso tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. Come conseguenza, la banca potrebbe essere incoraggiata a fare un ulteriore passo.

 

Banco BPM: le ultime carte rimaste per impedire la scalata di Unicredit

Giocarsi la fiche Anima potrebbe ostacolare le ambizioni di Unicredit, ma non essere sufficiente a dissuadere la banca guidata da Andrea Orcel. Per questo, recentemente, il Banco BPM ha presentato un esposto all’Antitrust e alla Consob denunciando la strumentalità della mossa di Gae Aulenti che avrebbe solo l’obiettivo di fagocitare un concorrente.

Secondo alcuni analisti, queste azioni hanno il sapore di mosse disperate, con poche possibilità di sortire gli effetti sperati. In ogni caso, l’autorità di Borsa italiana sta monitorando attentamente tutte le trattative in corso per assicurarsi che l’offerta pubblica di scambio di Unicredit sia effettuata garantendo la parità di trattamento a tutti gli azionisti del Banco.

Attualmente Banco BPM è il terzo istituto di credito italiano, alle spalle di Unicredit, che occupa la seconda posizione. Se Orcel riuscisse a far fuori il concorrente attraverso una fusione, si creerebbe un polo finanziario più grande di Intesa Sanpaolo per totale degli attivi. Questo è ciò che vuole evitare il Banco BPM che però, esaurite le ultime munizioni, non avrà molto altro a cui aggrapparsi. Infatti, la possibilità di una fusione con Banca MPS sembra sia tramontata, dopo che l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone e la Delfin della famiglia Del Vecchio hanno rafforzato la loro quota nel capitale sociale dell’istituto senese per indirizzarlo verso Generali e opporsi al fronte rappresentato da Mediobanca.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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