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BCE: nel 2023 perdita record da 7,9 miliardi, ecco perché

BCE: nel 2023 perdita record da 7,9 miliardi, ecco perché

La serie di rialzi dei tassi di interesse da parte della BCE ha avuto come effetto collaterale una perdita record nel bilancio dell’istituto centrale nel 2023. È quanto ha dichiarato l’Eurotower nel rendere noto il rendiconto finanziario per l’esercizio passato. Senza considerare l’azzeramento degli accantonamenti accumulati negli anni per i rischi finanziari, il passivo è risultato di 7,9 miliardi di euro, che si confronta con gli 1,6 miliardi del 2022. Togliendo gli accantonamenti, la perdita si riduce a 1,3 miliardi di euro.

L’Eurotower negli ultimi due anni ha attuato un ritmo di strette sul costo del denaro senza precedenti, il che ha fatto crescere gli oneri da pagare agli istituti di credito e soprattutto alle altre Banche centrali dei Paesi dell’eurozona che hanno depositato denaro presso la Banca centrale europea. In quest’ultimo caso la BCE ha dovuto sborsare 7,2 miliardi di euro lo scorso anno di interessi, a fronte di 900 milioni di euro del 2022. Nel contempo, l’istituto governato da Christine Lagarde ha accumulato quantità significative di obbligazioni a lungo termine a tassi molto bassi gonfiando il bilancio.

Tutto ciò ha comportato che gli interessi passivi sono saliti in misura nettamente maggiore rispetto agli interessi attivi, con il risultato che il bilancio è andato in perdita. Tuttavia, dall’anno scorso, l’autorità monetaria ha ridimensionato il portafoglio obbligazionario, riducendo il bilancio a 6.940 miliardi di euro a fine 2023 dal picco di metà 2022 di oltre 8.800 miliardi di euro.

 

BCE: quali effetti dalle perdite in bilancio

Era dal 2004 che la BCE non riportava una perdita annuale nel suo rendiconto finanziario, cioè da quando l’apprezzamento dell’euro ha generato quell’anno perdite determinate dall’effetto cambio. Ma cosa significa realmente il passivo attuale? Secondo quanto ha affermato l’istituto monetario, “la perdita riflette il ruolo e le necessarie azioni politiche dell’Eurosistema nell’adempimento del proprio mandato primario di mantenere la stabilità dei prezzi e non ha alcun impatto sulla propria capacità di condurre una politica monetaria efficace”. Per giunta, la BCE ha dichiarato di avere ancora un’elevata capitalizzazione e di essere in grado di assorbire ulteriori perdite. “È probabile che la BCE subisca ulteriori perdite nei prossimi anni a causa del concretizzarsi del rischio di tasso di interesse, prima di tornare a realizzare utili sostenuti”, ha aggiunto.

In realtà, una Banca centrale può operare anche con un patrimonio netto negativo senza bisogno di ricapitalizzazione immediata e non ha molta importanza se è redditizia. Tuttavia, ci sono almeno tre controindicazioni da tenere in considerazione. Innanzitutto potrebbero subentrare questioni di credibilità, in particolare se venisse chiesto ai governi delle Banche nazionali del capitale aggiuntivo. Gli Stati membri potrebbero mettere in discussione il modus operandi della BCE, con conseguenti rischi per l’indipendenza della stessa. In secondo luogo, i governi dell’eurozona hanno ricevuto per anni i dividendi dall’Eurotower attraverso le proprie Banche nazionali. Le perdite li privano di una fonte di reddito. Infine, un bilancio in perdita può inasprire le spaccature all’interno dell’Unione europea. La Banca centrale olandese ha già avvertito che una situazione patrimoniale negativa non può essere mantenuta a lungo e quindi richiederebbe una ricapitalizzazione.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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