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BCE: per gli economisti arriveranno 4 tagli dei tassi nel 2024

BCE: per gli economisti arriveranno 4 tagli dei tassi nel 2024

La BCE taglierà i tassi di interesse quattro volte quest’anno e altre tre volte nel 2025, ogni volta di un quarto di punto. Se fosse così, al termine dei tagli il tasso sui depositi si attesterebbe al 2,25%. È ciò emerge da un sondaggio realizzato da Bloomberg che ha interpellato un panel di economisti internazionali, tre quarti dei quali hanno espresso la convinzione che i funzionari della Banca centrale europea non aspetteranno troppo tempo prima di agire sui tassi.

Gli economisti interpellati non si aspettano cambiamenti nella politica monetaria durante la prima riunione del 2024 dell’Eurotower che si terrà la prossima settimana. Tuttavia c’è la massima attenzione per carpire segnali che possano dare un orientamento sulle prossime mosse. Per quanto riguarda l’avvio della prossima fase di quantitative tightening, circa il 75% degli intervistati prevede un ritardo rispetto alle attese dovuto essenzialmente agli shock esterni e alle tensioni sul mercato obbligazionario.

 

BCE: ecco quando farà la prima mossa sui tassi

Negli ultimi giorni al World Economic Forum di Davos, i responsabili politici della BCE hanno fatto quadrato per frenare l’entusiasmo dei mercati. In particolare, la presidente Christine Lagarde ha avvertito che i tassi con ogni probabilità non saranno toccati prima dell’estate. Tuttavia, i vari funzionari hanno ribadito il concetto che molto dipenderà dai dati macroeconomici, tenuto conto della minaccia di una recessione ma anche dell’inflazione che potrebbe rialzare la testa. Le dichiarazioni di Lagarde e di altri esponenti di spicco della BCE hanno comunque avuto l’effetto di peggiorare l’umore degli investitori, che sul mercato monetario scontavano sei tagli dei tassi. Sullo sfondo rimane il pericolo che la guerra tra Israele e Hamas si estenda, come in parte già sta accadendo, con conseguenze nefaste sia sotto il profilo geopolitico che economico.

Al di là delle affermazioni della presidente della BCE, la probabilità che la Banca centrale agisca già ad aprile cominciano a ridimensionarsi e gli economisti sono combattuti. “La sfida è bilanciare la volontà di contenere le attese dei mercati su un primo taglio dei tassi ad aprile ma allo stesso tempo attenersi alla linea secondo cui la BCE non fornisce indicazioni prospettiche e rimane dipendente dai dati” ha affermato Andrew Kenningham, economista di Capital Economics.

A giudizio di Bas van Geffen, senior macro strategist di Rabobank, l’istituto monetario difficilmente si muoverà in modo rapido. “Non siamo del tutto contrari all’ipotesi che la BCE possa iniziare a tagliare a giugno ma per ora continuiamo ad avere una leggera preferenza per settembre”.

“Dipende se si riesce già a trovare un compromesso sulla tempistica della prima mossa – aggiunge Luca Mezzomo, economista di Intesa Sanpaolo – o se le opinioni dei membri della BCE divergono troppo per portare a un abbandono dell’approccio data dependent e meeting-by-meeting”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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