Bending Spoons non si ferma e accelera la sua scalata nel panorama internazionale grazie a un nuovo round di finanziamento del valore di 500 milioni di euro in venture debt, sottoscritto da un pool di grandi banche internazionali tra cui J.P. Morgan, Bnp Paribas, Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Goldman Sachs e Hsbc. Operazione che si aggiunge ad altre due linee di credito già siglate nell’estate: un prestito da 100 milioni e un leveraged loan da 350 milioni di euro, che portano cosi il totale a oltre un miliardo di euro. Cifra destinata a sostenere ulteriori acquisizioni e consolidare la crescita internazionale.
In questo articolo:
- Tra finanziamenti e acquisizioni: la crescita di Bending Spoons
- La storia e gli unicorni italiani
Tra finanziamenti e acquisizioni: la crescita di Bending Spoons
Annunciato con un post su Linkedin dalla stessa società, il nuovo finanziamento segue di pochi mesi un altro colpo importante: a marzo 2025, l’azienda guidata da Luca Ferrari aveva infatti ottenuto 600 milioni di dollari di debito dagli investitori americani Silver Point e Blackstone, destinati a finanziare l’acquisizione di Brightcove , società statunitense attiva nello streaming video e rilevata per 233 milioni di dollari. Proprio l’acquisizione di Brightcove ha segnato un passaggio chiave nella strategia di espansione del gruppo, aprendo la strada a una presenza più strutturata sul mercato americano.
Non si è trattato però di un caso isolato. Dal 2023 a oggi, Bending Spoons ha messo a segno un’importante sequenza di acquisizioni, costruendo un portafoglio di piattaforme digitali di livello globale. Dopo aver inglobato la storica applicazione di produttività Evernote, nel gennaio 2024 ha rilevato il social network Meetup e gli asset digitali del Mosaic Group. Ad aprile dello stesso anno è stata la volta di StreamYard e di altre soluzioni legate allo streaming, mentre a luglio Bending Spoons ha annunciato due operazioni di peso: l’acquisizione di Issuu, piattaforma di digital publishing, e soprattutto quella di WeTransfer, utilizzata ogni mese da 80 milioni di utenti in tutto il mondo. Nel 2025 la società ha continuato con lo stesso ritmo, portando a casa prima Komoot, app tedesca dedicata agli amanti dell’outdoor, poi – come dicevamo – Brightcove e infine MileIQ, startup californiana specializzata nel tracciamento delle spese di trasporto per professionisti e aziende.
Questa strategia aggressiva di M&A è stata resa possibile non solo grazie al nuovo debito raccolto, ma anche grazie ai round precedenti: già nel febbraio 2024 Bending Spoons aveva chiuso un round di 155 milioni di dollari che aveva portato la valutazione a 2,55 miliardi di dollari.
La storia e gli unicorni italiani
Per comprendere la portata di questa crescita, occorre però tornare indietro. Bending Spoons nasce a Copenaghen nel 2013 da un gruppo di giovani italiani, che due anni dopo decidono di trasferire la sede a Milano. La società si è inizialmente distinta come sviluppatore di app di largo consumo, raggiungendo milioni di utenti in tutto il mondo. Tra le applicazioni di maggior successo figurano Splice (montaggio video), Remini (fotoritocco basato su intelligenza artificiale) e 30 Day Fitness. Durante la pandemia, il nome di Bending Spoons è diventato noto al grande pubblico italiano perché scelse di sviluppare Immuni, l’app di tracciamento dei contatti scelta dal Governo.
Il successo di Bending Spoons si inserisce in un contesto ancora giovane ma in fermento: quello degli unicorni italiani. Parliamo di scaleup valutate oltre un miliardo di dollari. Oggi sono quattro le società che rientrano a pieno titolo in questa categoria. Satispay, il sistema di pagamenti digitali; Scalapay, fintech specializzata nel “buy now, pay later”; iGenius, deep-tech focalizzata sull’intelligenza artificiale. E, infine, proprio Bending Spoons.









