Berkshire Hathaway vende l’S&P 500, Buffett non crede più nelle azioni USA?

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Berkshire Hathaway ha ceduto le sue partecipazioni negli ETF S&P 500 di Vanguard e State Street Global Advisors. È quanto risulta dai documenti della società che segnalano come le quote siano state liquidate durante il quarto trimestre 2024 per un incasso di 22 milioni di dollari per ciascuna. Ciò ha contribuito a incrementare la liquidità del conglomerato finanziario del leggendario investitore Warren Buffett.

Al 31 dicembre dello scorso anno, il denaro in cassa ha raggiunto il livello record di 334,2 miliardi di dollari, aumentando rispetto alla già mastodontica cifra di 325,2 miliardi di dollari del trimestre precedente. Questo come effetto del fatto che Berkshire è stata un venditore netto di titoli per nove trimestri consecutivi.

 

Berkshire Hathaway: cosa ha davvero in mente Buffett?

La vendita dell’S&P 500 di Berkshire Hathaway genera qualche sospetto. Che Buffett non creda più nell’economia e nella Borsa americana? O pensa magari che, ai prezzi attuali, Wall Street sia sopravvalutata?

Da sempre l’oracolo di Omaha ha manifestato un grande interesse verso le azioni statunitensi, consigliando gli investitori di puntare sull’indice S&P 500 in un’ottica di lungo periodo. Investire in un ETF low cost che riproduce il principale benchmark americano equivale a scommettere sull’economia americana, sosteneva. E l’economia a stelle e strisce rimane sempre quella più solida, all’avanguardia e in crescita del pianeta guardando lontano nel tempo.

In passato, Buffett ha attaccato duramente i gestori dei fondi comuni, reputandoli incapaci di battere il mercato anche per via delle commissioni di gestione eccessivamente alte. Lo ha fatto in termini pratici scommettendo 1 milione di dollari nel 2006 che nessuno sarebbe riuscito a battere l’S&P500.

La scommessa fu accettata da un gestore di fondi di fondi, tale Ted Seides, che andò incontro a una figuraccia. Fu un ETF sull’S&P 500 di Vanguard che Buffett contrappose a quello di Seides per vincere il match. Il re del value investing osannava il secondo più grande gestore patrimoniale del mondo dopo BlackRock, ma soprattutto il suo fondatore Jack Bogle. “Se mai verrà eretta una statua per onorare la persona che ha fatto di più per gli investitori americani, la scelta senza dubbio dovrebbe essere Jack Bogle”, scriveva di lui. Quest’ultimo era stato il primo a creare con Vanguard un fondo indicizzato a costi molto bassi sull’S&P 500 nel 1976, scatenando una tremenda onda d’urto in tutto il settore della gestione patrimoniale.

Ora Buffett si libera proprio di uno dei fondi di Vanguard sull’S&P 500? Nella lettera agli azionisti di sabato scorso, il 94enne miliardario ha cercato di spegnere le speculazioni secondo cui considerava i mercati sopravvalutati. “Nonostante quella che alcuni commentatori attualmente considerano una straordinaria posizione di liquidità presso Berkshire, la grande maggioranza del tuo denaro rimane in azioni”, ha detto. “Questa preferenza non cambierà”. Buffett non è tipo da ingannare il suo pubblico che lo segue da decenni. La domanda che sorge a questo punto è: cosa ha davvero in mente il guru della finanza?

Alcuni osservatori finanziari pensano che Buffett stia preparando un grande colpo, sfruttando l’enorme liquidità accumulata. È difficile per la verità immaginare quale sia il coniglio dal cilindro che il grande investitore potrebbe tirare fuori. Anche perché lo scorso anno, lo stesso Buffett aveva affermato che in giro non c’erano opportunità tali da essere prese in considerazione.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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