Le Big tech stanno perdendo il dominio di Wall Street. Negli ultimi mesi gli investitori si sono allontanati dalla tecnologia, propendendo per le azioni value. La rotazione era attesa da tempo, ma è stata puntualmente rinviata perché la struttura economica e finanziaria granitica delle grandi aziende tecnologiche, insieme al boom dell’intelligenza artificiale che hanno colto al volo, ha spinto il mercato a preferirle rispetto al resto. Il risultato è che per anni il peso delle Big tech sull’indice S&P 500 è cresciuto costantemente, mettendo a rischio l’intero mercato di una violenta correzione.
In questo articolo:
- Big Tech: perché gli investitori si stanno allontanando
- Come investire con i certificati
Big Tech: perché gli investitori si stanno allontanando
Le ragioni per cui gli investitori non sono più così attratti dalle Big tech in questo momento sono diverse, a partire dalle valutazioni elevate. Tuttavia, c’è un motivo che prevale sugli altri: l’intelligenza artificiale. Le grandi aziende stanno investendo capitali enormi nella nuova tecnologia, nella ferma convinzione che nel lungo periodo porterà vantaggi indiscutibili sul fronte di ricavi e utili. L’AI è la nuova frontiera attorno alla quale si è scatenata una competizione selvaggia tra i vari attori. Il punto è che gli effetti collaterali rischiano di essere pesanti. Gli investimenti continuano a crescere e il mercato comincia a diventare scettico sul fatto che possano effettivamente generare i ritorni sperati. Inoltre, esiste il timore che le attività legate all’intelligenza artificiale finiscano per sottrarre risorse al core business che ha segnato il grande successo delle Big tech negli anni passati.
I dati del quarto trimestre hanno fornito segnali altalenanti. Microsoft ha bruciato centinaia di miliardi di capitalizzazione dopo aver segnalato un rallentamento del cloud. Meta Platforms, invece, è riuscita a convincere gli investitori annunciando prospettive interessanti guidate dalla “superintelligenza” sbandierata da Mark Zuckerberg. Apple, dal canto suo, beneficia per ora del fatto che non sta effettuando spese eccessive sull’AI come le altre Big Tech, un elemento che rassicura il mercato. Tuttavia, Cupertino dovrebbe cambiare marcia nel corso dell’anno e gli investitori attendono di scoprire quali novità avrà in serbo. Quanto a Nvidia, finora forse il principale beneficiario del boom dell’intelligenza artificiale grazie ai suoi chip di fascia alta legati alla tecnologia, pubblicherà i conti trimestrali il 25 febbraio.
Come investire con i certificati
Per investire nelle Big Tech, Vontobel mette a disposizione un certificato Multi Cash Collect con Barriera, quotato al Sedex e identificato dal codice Isin DE000VH8GP52. Lo strumento replica le performance azionarie delle quattro società sopra citate. Il certificato prevede il pagamento di una cedola mensile di 1,09 euro su un valore nominale di 100 euro, per un rendimento annuo pari al 13,08%. Il funzionamento segue il meccanismo del worst-of, ossia prevede la condizione che nessuna delle azioni del paniere scenda sotto la barriera fissata al 60% del livello Autocall. Se alla data di autocall tutte le azioni si trovano sopra lo strike price, il certificato si chiude anticipatamente, rimborsando il valore nominale più l’ultima cedola. Alla scadenza finale (18/11/2027), se anche una sola azione tocca la barriera, il rimborso segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita del capitale investito. Se invece tutti i titoli del paniere quotano a un valore superiore o pari alla barriera, il certificato restituisce il valore nominale e il premio relativo all’ultimo mese. Da notare che i recenti ribassi hanno spinto il certificato sotto la pari. Tuttavia, il prezzo dei sottostanti resta ancora distante dalla barriera, aumentando la probabilità per l’investitore di incassare il coupon (inserzione sponsorizzata). Per altre idee operative, è possibile consultare il monitor certificati di Tuttocertificati.it (appartenente alla stessa società che controlla la testata Borsa&Finanza).
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