Big tech: settimana di trimestrali, riflettori sull’intelligenza artificiale

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La stagione delle trimestrali delle Big tech entra nel vivo. Domani sera, a mercati chiusi, i riflettori saranno puntati sui conti di Microsoft, mentre giovedì 1° maggio scenderanno in campo Amazon e Apple. Finora i numeri delle mega-cap tecnologiche hanno mostrato più luci che ombre. Netflix e Alphabet hanno convinto gli investitori, mentre Tesla ha deluso le attese con una trimestrale sottotono.

Le aziende del settore stanno vivendo un 2025 tormentato a Wall Street, in quanto i dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la guerra commerciale che ne deriva rischiano di compromettere seriamente i ricavi delle società, specialmente in Paesi chiave come la Cina. Apple è uno dei soggetti più coinvolti, in quanto l’iPhone è realizzato in Cina e i vari componenti per l’assemblaggio arrivano dall’estero. Tuttavia, Trump è venuto in soccorso di Cupertino stabilendo alcune esenzioni tariffarie, seppur temporanee, tra cui proprio quelle relative agli smartphone.

 

Big tech: occhi puntati sull’intelligenza artificiale

Come accade da un po’ di tempo, l’attenzione sulle trimestrali delle Big tech è rivolta principalmente all’intelligenza artificiale. In particolare Microsoft e Amazon, che dispongono dei più grandi data center del mondo, sono monitorate per vedere quanto stanno spendendo per la nuova tecnologia e quanto stanno guadagnando grazie agli investimenti fatti. Inoltre, gli osservatori di mercato cercheranno indizi sui piani futuri, in quanto recentemente sono emersi segnali in merito alla possibile riduzione della spesa per l’infrastruttura AI. Sulla base di quanto riportato da Bloomberg, Microsoft avrebbe ritirato bruscamente progetti di data center in tutto il mondo. Wells Fargo invece ha scritto che l’attività di servizi web di Amazon sta sospendendo alcuni contratti di locazione di data center.

“Un rallentamento del cloud computing o del capex alimenterebbe i timori di recessione nelle aziende americane”, ha detto Joe Tigay, gestore di portafoglio del Rational Equity Armor Fund. Tutto ciò potrebbe avere delle ripercussioni sulla valutazione delle azioni in Borsa. “Qualsiasi taglio della crescita è dannoso per le valutazioni e sarebbe dannoso per il mercato nel suo complesso. Sebbene i multipli siano diminuiti molto, le azioni non sono economiche in base alle misure storiche. Se siamo su un percorso recessivo, i multipli si abbasseranno molto”, ha osservato Tigay.

A giudizio di Pat Tschosik, chief thematic strategist di Ned Davis Research, “una maggiore incertezza politica spesso porta a una riduzione della spesa in conto capitale”. Per questo, “non vediamo alcun motivo per cui la spesa dei data center dovrebbe essere esclusa”, ha detto. Tra l’altro, “la spesa per l’intelligenza artificiale è vista come discrezionale e, proprio come le aziende tagliano gli investimenti in una recessione economica, riducono anche lo sviluppo di applicazioni di intelligenza artificiale”, ha aggiunto.

Tuttavia, alcuni osservatori finanziari non prevedono che ci sarà una riduzione sostanziale del capex da parte delle Big tech. Tra questi Jim Worden, direttore degli investimenti di Wealth Consulting Group. “Non credo che vedremo grandi riduzioni degli investimenti, anche se probabilmente ci sarà qualche discussione su come essere più efficienti e su come spendere al meglio i soldi”, ha detto.

E Apple? Anche per il colosso dell’iPhone il tema dell’AI sarà al centro dell’attenzione, anche se non sotto il profilo degli investimenti nei data center. Il focus è su come l’azienda implementerà le funzionalità chiave della tecnologia e quale sarà l’impatto dello stallo tra la Cina e gli Stati Uniti riguardo la guerra commerciale in corso. A differenza di competitor come Samsung, Apple è stata lenta nel lanciare alcune importanti funzionalità AI, mentre i miglioramenti dell’assistente vocale Siri sono stati posticipati al 2026. Questi aspetti sono particolarmente importanti in Cina, dove l’azienda sta perdendo quote di mercato. Per cercare di mettere una pezza, Apple ha siglato una partnership con Alibaba per offrire servizi AI in territorio cinese, ma il loro lancio rimane ancora avvolto nell’incertezza.

“L’approccio cauto e incentrato sulla privacy di Apple all’implementazione dell’intelligenza artificiale ha rallentato il suo lancio e non ha permesso all’azienda di recuperare il ritardo sui rivali”, ha affermato Jacob Bourne, analista di eMarketer. “Con i dazi che minacciano la struttura dei costi, Apple deve affrontare pressioni per muoversi più velocemente sull’innovazione dell’intelligenza artificiale e sul riallineamento della catena di approvvigionamento, entrambi ad alta intensità di capitale”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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