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Bitcoin: ecco qual è il suo valore equo per JP Morgan

Bitcoin: ecco qual è il suo valore equo per JP Morgan

Bitcoin è tornato a salire negli ultimi giorni e ora le quotazioni si assestano a 43.500 dollari. La grande paura di una caduta libera per il momento è stata accantonata, grazie al fatto che alla fine il supporto chiave a 33.000 dollari ha tenuto durante il sell-off di gennaio. Molti temevano quel livello di prezzo, considerato come spartiacque tra il precipizio e la base di ripartenza. Sembra che la seconda ipotesi abbia avuto la prevalenza, anche in considerazione del fatto che il clima sulle Borse si sia rasserenato.

La stretta correlazione che ormai si è instaurata tra azioni e Bitcoin non lascia più spazio a molti dubbi: la criptovaluta emerge quando nel mercato vi è maggiore propensione al rischio e questo fa venire meno la sua utilità come bene rifugio nei momenti di forte turbolenza.

Il livello di guardia però deve essere mantenuto alto, perché sul mondo crittografico incombe una minaccia che non deve essere sottovalutata, ossia la regolamentazione. Alcuni Paesi si stanno muovendo in anticipo rispetto agli altri. A parte la Cina, che ormai ha dichiarato guerra alle valute digitali che non fossero la propria CBDC, Russia e India hanno già avanzato disegni di legge per una stretta normativa senza arrivare a soluzioni estreme.

L’impressione generale è che questo 2022 vedrà alla fine una presa di posizione decisiva anche da parte degli Stati Uniti. A quel punto che effetti avrà tutto questo sulle criptovalute? Verranno ridimensionate per lasciare spazio magari alle proprie monete virtuali controllate dalla Banche centrali oppure saranno rivalutate proprio perché rientreranno in un ordine regolamentare dove si abbassano i rischi? Queste domande per il momento non hanno una risposta certa e in merito qualsiasi ipotesi su dove cadranno i prezzi rimane sempre un’ipotesi.

 

JP Morgan: Bitcoin vale 38.000 dollari

Un’importante indicazione viene fornita da JP Morgan, sulla base della volatilità di Bitcoin in rapporto a quella dell’oro. La banca d’affari americana sottolinea che le oscillazioni di prezzo della criptovaluta sono circa 4 volte quelle del metallo giallo, per tale ragione il fair value di Bitcoin è di circa 38.000 dollari, quindi inferiore rispetto agli attuali prezzi di mercato. Gli analisti della banca aggiungono anche che, se si dovesse configurare uno scenario in cui il rapporto di volatilità si riduce a 3 volte, il valore equo salirebbe a 50.000 dollari.

L’aspetto della volatilità è ancora cruciale per JP Morgan, perché questo ostacola un’ulteriore adozione di Bitcoin a livello istituzionale. Nel lungo termine l’istituto finanziario vede in 150.000 dollari il livello che metterebbe il valore di mercato del token alla pari con quello di tutto l’oro detenuto privatamente per investimento. Infine gli strateghi della più grande banca del mondo sostengono che il sell-off dello scorso mese non sia stato così grave rispetto a quello di maggio 2021, dove Bitcoin aveva dimezzato il suo valore dal record storico. L’aspetto più preoccupante però è che vi è sul mercato una tendenza degli investitori di lunga data a ridurre le posizioni in essere e questo potrà prefigurare altri cali nei prossimi mesi.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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