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Bitcoin: il prezzo non decolla, la SEC non è ancora convinta degli ETF spot

Bitcoin: il prezzo non decolla, la SEC non è ancora convinta degli ETF spot

Come era prevedibile, nel primo giorno di contrattazione dei nuovi ETF spot su Bitcoin dopo l’approvazione della Securities and Exchange Commission, i volumi di scambio sono stati molto alti. Secondo i dati rilasciati dal LSEG (London Stock Exchange), sono passati di mano circa 4,6 miliardi di dollarinelle Borse americane NYSE, Nasdaq e CBOE.

Tuttavia è probabile che almeno in parte ci sia stata una rotazione nel trading, come osserva Todd Resenbluth, capo della ricerca della società di consulenza VettaFi. “Gli investitori potrebbero aver venduto il Bitcoin trust di punta di Grayscale, che addebita una commissione dell’1,5%, ben oltre quella dei concorrenti”, ha detto. Inoltre ci potrebbero essere investitori che hanno venduto Bitcoin acquistati in precedenza proprio in previsione dell’approvazione degli ETF, ha aggiunto.

L’importo complessivo in capitale iniziale dei nuovi ETF è risultato di 113 milioni di dollari, secondo le comunicazioni previste dalle norme. Guida la classifica il fondo di VanEck con 72,5 milioni di dollari, seguito da Fidelity con 20 milioni e BlackRock con 10 milioni.

 

Bitcoin: la titubanza della SEC tiene il prezzo basso

Il mercato delle criptovalute ha mantenuto un certo ordine e una volatilità contenuta all’esordio degli ETF spot. Chi si aspettava quindi grandi impennate del prezzo del Bitcoin è rimasto deluso. Anzi, dopo un’incursione verso quasi 49.000 dollari, le quotazioni della principale valuta digitale sono rientrate in area 46.000 dollari.

Molti analisti avvertono che l’approccio da parte della SEC nei confronti degli asset digitali non ha avuto alcun cambiamento radicale. L’autorità di regolamentazione non ha votato all’unanimità a favore dei nuovi ETF spot, con una maggioranza che si è affermata con 3 voti favorevoli e 2 contrari. Il presidente Gary Gensler ha precisato che la SEC non ha approvato le piattaforme o gli intermediari di trading in criptovalute, che restano “non conformi alle leggi federali sui titoli e spesso in conflitto di interesse”. Più che altro, il regolatore si è concentrato sugli ETF che detengono Bitcoin e “non ha in alcun modo espresso la volontà di approvare gli standard di quotazione per i crypto-asset” ha aggiunto.

Queste dichiarazioni inacidiscono il clima euforico che nei giorni precedenti l’approvazione si era manifestato tra gli investitori di criptovalute, rischiando di mettere un freno all’ingresso di nuovi attori sul mercato. In altri termini, la SEC non aprirà completamente la porta nemmeno in futuro ma manterrà un atteggiamento diffidente verso qualsiasi forma di denaro virtuale.

Secondo Ian Katz, analista di politica finanziaria presso la società di ricerca Capital Alpha Partners, l’authority USA non avrebbe voluto il benestare agli ETF spot, ma lo ha dovuto fare perché “il tribunale l’aveva messa in una posizione in cui non aveva altre opzioni. E anche in questo caso ha aspettato fino all’ultimo momento”. Mercoledì infatti era l’ultimo giorno che la SEC si era data per prendere una decisione.

 

Criptovalute: i grandi investitori restano alla larga?

La gran parte degli investitori considera ancora le criptovalute troppo rischiose per gettarvisi a capofitto. Il ricordo degli scandali del 2022, con l’implosione di alcuni exchange come FTX di Sam Bankman-Fried, è ancora vivo e rende molti trader diffidenti. Vanguard ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di lanciare propri prodotti di investimento in criptovalute e di voler concentrare l’attenzione sulle asset class principali come azioni, obbligazioni e liquidità. Mentre Sharmin Mossavar-Rahmani, responsabile dell’Investment Strategy Group e direttrice degli investimenti di Wealth Management di Goldman Sachs, ha affermato che “le criptovalute non hanno posto in un portafoglio di investimenti”.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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