Bitcoin: la Fed potrebbe alimentare il mercato ribassista - Borsa e Finanza

Bitcoin: la Fed potrebbe alimentare il mercato ribassista

Bitcoin: la Fed potrebbe alimentare il mercato ribassista

Bitcoin viaggia appena sopra la soglia di 38.000 dollari nel mercato delle criptovalute, facendo registrare quest’anno un calo del 17%. Dal massimo storico dello scorso novembre a 68.990 dollari, la principale criptovaluta ha perso oltre il 40%. Questa tendenza ribassista è determinata da vari fattori che riconducono a un calo generalizzato delle attività a rischio. Questo dimostra come la funzione che era stata attribuita a Bitcoin di asset rifugio o copertura dall’inflazione sia destituita di ogni fondamento.

Le turbolenze che si sono viste sui mercati negli ultimi mesi, derivanti soprattutto dalla svolta da falco della Federal Reserve e dallo scoppio della guerra Russia-Ucraina, hanno determinato una fuga degli investitori da quegli asset più volatili. Le azioni legate alla crescita hanno subito lo scotto più pesante, ma in genere quasi tutto il comparto azionario ha sofferto il nuovo contesto che si è configurato. Bitcoin ha seguito a ruota, manifestando una correlazione con le azioni molto più pronunciata di quanto si potesse immaginare.

 

Bitcoin: la Fed potrà essere un nemico?

La politica monetaria della Fed non aiuterà con molte probabilità Bitcoin a interrompere questa tendenza ribassista. La Banca Centrale americana annuncerà il rialzo di mezzo punto percentuale dei tassi d’interesse alla fine dei 2 giorni di riunione del 3-4 maggio. E ancora siamo all’inizio di una serie di strette che solo per quest’anno arriveranno complessivamente a 7. Non solo. L’istituto governato da Jerome Powell comincerà a ritirare dal mercato la montagna di obbligazioni pubbliche e private che ha acquistato durante il periodo pandemico, riducendo il suo bilancio da 9.000 miliardi di dollari.

Questo significa che le attività a rischio come azioni e Bitcoin saranno messe fortemente sotto pressione. Secondo Barry Bannister, chief equity strategist di Stifel, Bitcoin e l’S&P 500 sono strettamente correlati all’offerta di moneta globale, come mostra la sovrapposizione dei rispettivi grafici dal 2014. Entrambi si muovono in maniera sincronizzata sia quando l’offerta di moneta si espande che quando si contrae. Anzi, Bannister osserva che Bitcoin è ancora più sensibile alle variazioni monetarie rispetto alle azioni, il che comporta che una Fed più aggressiva inciderà in maniera ancora più pesante sulla criptovaluta. Pertanto, a suo giudizio, il momento migliore per comprare Bitcoin è quando la Banca a stelle e strisce assume una posizione più accomodante.

Bannister è stato ribassista sul token nel 2018, anche allora in concomitanza con una Fed più rigida. Stavolta però il ciclo di inasprimento dovrebbe essere più lungo e più duro perché vi è un’inflazione molto più alta rispetto ad allora. Inoltre, a rendere le prospettive meno favorevoli, si aggiungono i problemi legati alla guerra Russia-Ucraina, alla catena di approvvigionamento e alla ri-esplosione del Covid-19 in Cina. Una buona notizia arriva per gli amanti delle statistiche, poiché nel mese di maggio Bitcoin ha realizzato spesso buone performance. Negli ultimi 11 anni, infatti, la criptovaluta è aumentata di valore per 7 volte. Tuttavia, in questo contesto storico, probabilmente le statistiche lasciano il tempo che trovano.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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