Bitcoin ha superato di slancio la soglia chiave dei 100.000 dollari per la prima volta nella sua storia, spingendosi fino a quasi 104.000 dollari. La nuova impennata è arrivata a seguito della nomina di Paul Atkins a capo della Securities and exchange commission da parte del neo-presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump. L’incarico dovrà essere confermato dal voto del Congresso, ma se non ci saranno sorprese si tratta di un passo estremamente importante nel mondo delle criptovalute.
Atkins sostituirà dal 20 gennaio il dimissionario Gary Gensler. Il suo approccio al mondo cripto è completamente opposto rispetto a quello del predecessore. Quest’ultimo è stato un difficile avversario per gli asset digitali, tormentati durante la sua gestione da una sfilza di cause legali avanzate contro molte società del settore e provvedimenti repressivi.
Atkins invece è manifestamente crypto-friendly e potrebbe essere l’uomo giusto che Trump aveva promesso al vertice dell’organo regolamentare. “Atkins è il più grande presidente della SEC per le criptovalute”, ha dichiarato Travis Kling, portfolio manager di Ikigai Asset Management. “Ha forti inclinazioni libertarie e un mandato esplicito da parte di Trump di essere fortemente favorevole alle criptovalute, cosa che mi aspetto che farà”.
La nomina di Atkins si aggiunge a quella di altri fan delle valute digitali nei ruoli di vertice del governo. Elon Musk guiderà il Dipartimento per l’efficienza USA, mentre Howard Lutnick dirigerà il Dipartimento del commercio. Tutto ciò rientra nel grande obiettivo di Trump di fare degli Stati Uniti “la superpotenza mondiale di Bitcoin”, come aveva proclamato durante la sua campagna elettorale.
Tutti pazzi per Bitcoin
Con Atkins il mercato si aspetta che la regolamentazione dell’industria crittografica cambi volto. Gli operatori del settore saranno maggiormente incentivati a prendere iniziative su nuove idee di sviluppo, mentre gli investitori istituzionali troveranno più coraggio a entrare in un mondo da cui l’approccio severo di Gensler li ha finora tenuti lontani.
L’entusiasmo è tangibile tra gli investitori. “Bitcoin che raggiunge i 100.000 dollari è una pietra miliare incredibile per il nostro movimento”, ha scritto Kris Marszalek, amministratore delegato dell’exchange Crypto.com su X. “Non abbiamo mai dubitato. Non abbiamo mai vacillato. E non smetteremo mai di costruire”.
Secondo Cameron Winklevoss, co-fondatore dell’exchange di criptovalute Gemini, l’ultima corsa al rialzo di Bitcoin è diversa rispetto al passato. “Abbiamo un presidente eletto pro-crypto, un Senato e una Camera repubblicani, nonché un mandato di voto popolare da parte del Paese per costruire”, ha detto.
Anche Mike Novogratz, amministratore delegato di Galaxy Digital, si è unito al coro degli ottimisti. “Stiamo assistendo a un cambiamento di paradigma. Dopo quattro anni di purgatorio politico, Bitcoin e l’intero ecosistema degli asset digitali sono sul punto di entrare nel mainstream finanziario“, ha affermato. “Non sarà una linea retta verso l’alto e gli investitori dovrebbero sempre considerare di togliere i guadagni dal tavolo. Ma, con un’amministrazione pro-crypto in procinto di prendere il comando negli Stati Uniti, sarà difficile per il resto del mondo non prenderne atto”. Recentemente Novogratz aveva espresso perplessità sulla possibilità che Trump riuscisse a creare una riserva strategica per Bitcoin come promesso, aggiungendo però che se arrivasse a questo traguardo, Bitcoin potrebbe raggiungere un valore di 500.000 dollari.
Per la Fed è come l’oro
Un endorsement per Bitcoin è arrivato ieri anche dal presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. A un evento del New York Times, il governatore ha dichiarato che la principale criptovaluta è “proprio come l’oro, solo che è virtuale”. Tuttavia, ha specificato che “le persone non lo usano come forma di pagamento o come riserva di valore”.
Quindi, “non è un concorrente del dollaro, ma dell’oro”. Molti fan di Bitcoin hanno sostenuto negli anni che la moneta digitale in realtà esercita le stesse funzioni dell’oro, in termini di bene rifugio e copertura dall’inflazione. Affermazioni che hanno incontrato un certo scetticismo, soprattutto tra i detrattori che le ritengono prive di valore intrinseco.









