Il crypto custodian statunitense BitGo, leader globale nell’infrastruttura per gli asset digitali e pioniere nella tecnologia multi-firma, ha ottenuto il via libera da BaFin, l’autorità tedesca di regolamentazione e vigilanza dei mercati finanziari, per avviare il trading di criptovalute in Europa. La fintech potrà aggiungere il trading ai suoi servizi di custodia e staking grazie alla licenza avuta in Germania da BitGo Europe Gmbh, controllata con sede a Francoforte.
Fondata nel 2013 da Mike Belshe e Ben Davenport, BitGo ha il suo quartier generale a Palo Alto, in California, e fin dagli esordi si è distinta come uno dei gruppi indipendenti più importanti negli Stati Uniti per le soluzioni di custodia e sicurezza delle cripto-attività. Ora il semaforo verde ricevuto da un ente regolatore particolarmente rigido e attento come quello tedesco permetterà all’azienda americana di offrire servizi di vendita e scambio sui mercati otc a clienti istituzionali selezionati in tutta Europa.
In questo articolo:
- BitGo ha l’ok per il trading di criptovalute in Europa
- I clienti istituzionali Ue accedono al trading Otc
- Gli operatori internazionali regolamentati in Ue
BitGo ha l’ok per il trading di criptovalute in Europa
Operatore internazionale che fornisce supporto operativo per la custodia e la liquidità degli asset digitali a oltre 2.000 clienti istituzionali in più di 90 nazioni, BitGo entrerà nel business del trading crypto fornendo sia transazioni otc che una piattaforma integrata di trading online. Nella cornice di un quadro regolamentato, investitori istituzionali come gestori patrimoniali e fondi avranno accesso a migliaia di criptovalute e stablecoin a partire da Bitcoin, di cui BitGo elabora l’8% di tutte le transazioni globali in termini di valore.
La security company della Silicon Valley aveva già ottenuto la licenza Micar per la custodia, lo staking e i trasferimenti di valute digitali. L’estensione della licenza da parte di BaFin apre alla piattaforma il mondo del trading, con liquidità fornita da market maker ed exchange integrati direttamente nel suo sistema di cold storage regolamentato. Ufficialmente autorizzata in Germania, BitGo Europe Gmbh è registrata nell’Unione europea con Banco de España, Oam (Organismo agenti e mediatori) in Italia, Dyrektor Izby Administracji Skarbowej w Katowicach in Polonia, Hcmc (Hellenic Securities Market Commission) in Grecia e Danish Financial Supervisory Authority in Danimarca.
I clienti istituzionali Ue accedono al trading otc
È una fase di svolta per l’espansione di BitGo in Europa e per l’evoluzione dell’intero settore crittografico, ancora alle prese con lo scetticismo di alcuni enti regolatori europei. Gli investitori istituzionali “possono eseguire operazioni e mantenere gli asset al sicuro senza uscire dal perimetro della custodia regolamentata”, spiega in una nota Brett Reeves, il responsabile vendite europee di BitGo. “Le istituzioni hanno bisogno di liquidità profonda e di esecuzione affidabile, ma necessitano anche della garanzia della supervisione regolamentare: il nostro obiettivo è offrire entrambe le cose in un unico luogo”, specifica Reeves.
L’azienda statunitense ha aperto il suo 2025 chiudendo un accordo con la società di custodia crypto Copper per il lancio di un modello di trading in-custody (la custodia delle chiavi private è gestita da una terza parte e non direttamente dal cliente) che permette ai clienti di eseguire operazioni spot e di derivati sull’exchange Deribit, mentre gli asset rimangono in custodia off-exchange all’interno di un ambiente regolamentato. A maggio è poi arrivata la prima licenza Micar per custodia, staking e trasferimento, alla quale si unisce adesso l’estensione al trading elettronico ad alte prestazioni con il sì di BaFin. Da diverse fonti è infine emerso che BitGo starebbe valutando di quotarsi in Borsa, con una Ipo prevista entro la fine dell’anno.
Gli operatori internazionali regolamentati in Ue
BitGo si aggiunge al lungo elenco di operatori extraeuropei che offrono i propri servizi agli investitori europei attraverso controllate e intermediari con lo status di Casp (Crypto-Asset Service Providers), ossia di fornitori di servizi di cripto-attività nel regime autorizzativo introdotto dal Micar, il regolamento europeo sugli asset digitali. La prima è stata la piattaforma statunitense Circle: la sua sede europea in Francia l’ha trasformata nel primo emittente autorizzato di stablecoin (è sua Usdc, la stable legata al dollaro e seconda più grande al mondo) ai sensi del Micar.
Fondata a Singapore da Ben Zhou e con quartier generale a Dubai negli Emirati Arabi Uniti, Bybit ha la sua sede europea in Austria, dove ha ottenuto la licenza Micar tramite la controllata Bybit Eu Gmbh. La californiana Coinbase, importante exchange con sede a San Francisco, ha stabilito il suo quartier generale europeo in Lussemburgo dopo aver ottenuto la licenza per i servizi di cripto-asset dalla Cssf, la Commission de surveillance du secteur financier.
Un altro significativo exchange californiano come Kraken è autorizzato a operare in Irlanda come piattaforma per la compravendita di criptovalute dalla Cbi (Central Bank of Ireland) tramite la sua affiliata irlandese Payward Global Solutions Limited: è sull’Emerald Isle che Kraken ha ottenuto la licenza Micar e ora può offrire i suoi servizi in 30 Paesi dell’area economica europea. Discorso diverso per Bitpanda, lanciata nel 2014 da Eric Demuth, Paul Klanschek e Christian Trummer: la fintech ha sede a Vienna e ha ottenuto dalla Fma (l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari in Austria) le licenze Micar, Mific II e Psd2 per i pagamenti e l’open banking.









