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BlackRock: terzo trimestre in chiaroscuro, azioni verso nuovi minimi?

BlackRock: terzo trimestre in chiaroscuro. Nuovi minimi in arrivo per l'azione?

E’ una giornata all’insegna delle vendite per BlackRock a Wall Street. Il colosso dell’asset management paga alcuni dati contrastanti riguardanti il trimestre appena passato. Ad impattare inoltre sulle quotazioni odierne anche l’inflazione a stelle e strisce che, risultata in leggero rialzo ed oltre le attese degli analisti, potrebbe spingere la Federal Reserve ad essere ulteriormente aggressiva in tema di rialzo dei tassi di interesse.

Tornando ai dati del periodo luglio-settembre 2022, l’utile è passato dagli 1,75 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2021 agli attuali 1,45 miliardi di dollari. L’utile per azione si è attestato a 9,55 dollari battendo le attese che erano poste a 7,65 dollari. Nel corso dell’ultimo trimestre le entrate sono diminuite del 15%.

Nel dettaglio gli asset under management sono scesi dai 9,46 trilioni di dollari di un anno fa agli attuali 7,96 trilioni di dollari, mentre gli afflussi netti totali sono passati dai 75,3 miliardi di dollari registrati nel terzo trimestre del 2021 ai 16,9 miliardi di dollari del periodo luglio-settembre di quest’anno. Nello specifico gli afflussi per tipologia di investimento vedono +64,1 miliardi di dollari in arrivano dalla gestione attiva , +1,2 miliardi di dollari da indici e ETF, -39,5 miliardi di dollari dal Cash management e -8,8 miliardi di dollari dall’advisory.

 

Azioni BlackRock: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere ora come si sta comportando l’azione a Wall Street. La nuova gamba ribassista innescatasi nella seconda parte del mese di agosto sul titolo BlackRock dai 760 dollari, non si è ancora arrestata con i prezzi che scendono fin sotto i 515-510 dollari, che rappresentano i minimi del giugno 2020. Nel breve termine l’eventuale discesa sotto quest’ultimi livelli farebbe proseguire il trend discendente in direzione dei 500 dollari e successivamente i 450 dollari. In questo contesto eventuali rimbalzi che rimanessero sotto i 580 dollari verrebbero letti come nuove occasioni per aprire posizioni ribassiste.

Al contrario il superamento dei 580 dollari potrebbe innescare un importante rimbalzo delle quotazioni verso i 615 dollari e a seguire i 635-640 dollari. Nel caso in cui anche questi livelli dovessero essere lasciati alle spalle, si potrebbero ipotizzare ulteriori acquisti capaci di spingere l’azione verso i 675 dollari e successivamente i 690 dollari, dove verrebbe chiuso il gap down lasciato aperto il 13 settembre 2022.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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