Bond di guerra: 5 domande (e risposte) su questi titoli di Stato
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Bond di guerra: 5 domande (e risposte) su questi titoli di Stato

Bond di guerra: 5 domande (e risposte) su questi titoli di Stato

L’Ucraina ha emesso dei bond di guerra per finanziare le spese enormi che sta sostenendo nel conflitto in corso con la Russia. Questi titoli hanno un rendimento dell’11%, risultando molto allettanti per quanto rischiosi. Per il momento sembra siano riservati agli investitori professionisti, in quanto richiedono un capitale elevato per acquistarli. Nelle principali piattaforme di trading infatti non sono scambiabili, quindi i trader al dettaglio non possono avervi accesso. I bond di guerra ucraini sono espressi in grivna, la moneta nazionale. E questo potrebbe essere un deterrente perché vengono esposti a un ulteriore rischio, che è quello valutario in un momento in cui la volatilità è elevatissima. Yuri Butsa, Government Commissioner for Public Debt ucraino, però ha detto che il Governo potrebbe anche emettere obbligazioni in valuta estera. Tuttavia, sono in molti a far richiesta per voler comprare queste obbligazioni in segno di grande solidarietà nei confronti dello Stato ucraino, considerato martire dello stillicidio che si sta perpetrando in questo momento storico. Ma vediamo di capire qualcosa in più sui bond di guerra e sui motivi per cui l’Ucraina vi ha fatto ricorso, rispondendo a 5 domande.

 

Cosa sono i bond di guerra?

I bond di guerra sono titoli emessi da uno Stato per finanziare operazioni militari in tempo di guerra. Solitamente sono accompagnati da una campagna di sensibilizzazione per promuoverne l’acquisto dei cittadini del Paese coinvolto come forma di dovere civico. Solitamente hanno rendimenti più bassi e scadenze più lunghe rispetto ai titoli di debito pubblico emessi in tempo di pace. I war bond dell’Ucraina invece hanno caratteristiche simili ai normali titoli di Stato che emette solitamente, con un rendimento dell’11% e scadenza a un anno, anche se sul mercato secondario il rendimento dei titoli del debito pubblico per la stessa scadenza è di circa il 37,8%. Finora lo Stato coinvolto nella guerra Russia-Ucraina ha raccolto 8,1 miliardi di grivna, pari a 277 milioni di dollari.

 

Perché l’Ucraina emette bond di guerra?

L’Ucraina è uno Stato povero, sostenuto dal Fondo Monetario Internazionale. Il Paese ha subito un duro colpo con l’avvento del Coronavirus e adesso è stato messo in ginocchio dall’invasione russa che ha comportato il downgrade a spazzatura dei titoli del debito pubblico da parte delle agenzie di rating. Pertanto molti grandi investitori istituzionali non possono nemmeno acquistare il suo debito, essendo questo non investment grade. Allora il Governo ha deciso pianificare l’emissione di bond di guerra cercando il sostegno interno e internazionale mentre prova a respingere l’assalto delle forza russe. La prima asta si è conclusa il 1° marzo, l’altra è in programma per l’8 marzo per raccogliere i fondi necessari per le attrezzature militari e per gli aiuti umanitari delle persone coinvolte nel conflitto.

 

Come sono stati usati il bond di guerra nella storia?

Durante la prima guerra mondiale il Regno Unito emise bond di guerra che rendevano il 5% e furono supportati da un’enorme campagna che richiamava il fervore patriottico dei britannici. Quasi un secolo dopo i titoli furono riscattati ed erano ancora di proprietà di 120 mila investitori. Anche gli Stati Uniti piazzarono bond di guerra nella prima guerra mondiale, ma soprattutto durante il secondo conflitto bellico a seguito del bombardamento di Pearl Harbor, che comportò l’entrata in azione degli americani. I titoli di Stato USA furono allora acquistati da più di 84 milioni di cittadini statunitensi.

 

Esistono titoli equivalenti?

In realtà alcuni Paesi hanno cercato di emettere titoli che assumevano una funzione di sensibilizzazione degli investitori di fronte a determinati temi in tempi difficili. L’esempio più emblematico si è avuto durante la pandemia, dove in Europa si parlò di Coronabond in cui veniva condiviso il rischio da tutti i 27 Paesi dell’Unione Europea. Poi in realtà vi fu il programma obbligazionario del piano pandemico nell’ambito della Next Generation EU che assunse la stessa funzione. Anche i BTP Italia emessi durante il periodo della pandemia avevano un’impronta legata all’emergenza e furono accompagnati da una campagna che richiamava alla solidarietà da parte del cittadino italiano in un momento drammatico per il Paese. Andando ancora più indietro nel tempo, in Grecia nel 2012 si tentò di vendere i titoli della diaspora per racimolare fondi dai cittadini che vivevano all’estero durante la crisi finanziaria che investì la Nazione in quel periodo.

 

I bond di guerra sono rischiosi?

I bond di guerra per loro natura sono molto rischiosi e presentano una volatilità altissima. Il motivo è che vengono emessi in uno stato di difficoltà per il Paese, dove gli eventi futuri risultano essere molto imprevedibili. Quindi gli investitori devono prestare molta attenzione a tutte le linee guida, essendo consapevoli di prestare denaro a uno Stato che in futuro potrebbe anche non restituire il denaro ottenuto.

 

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