Il Bonus Elettrodomestici torna al centro dell’attenzione grazie all’elenco aggiornato dei prodotti ammessi e alla possibilità, per migliaia di famiglie, di sostituire apparecchi ormai datati con modelli più efficienti. L’incentivo, che valorizza la produzione realizzata all’interno dell’Unione europea. Permette infatti di accedere a frigoriferi, lavatrici, asciugatrici, forni e altri apparecchi con uno sconto immediato in fase di acquisto. Diventa quindi una chance concreta per alleggerire la spesa domestica e migliorare i consumi energetici, soprattutto in un momento in cui gli elettrodomestici incidono sempre più sul bilancio familiare.
Molti consumatori si chiedono quali modelli siano effettivamente acquistabili, quali marchi aderiscano e quali articoli restino esclusi dal beneficio.
In questo articolo:
- I prodotti acquistabili e le marche ammesse al Bonus Elettrodomestici
- Cosa non si può comprare e quali regole rispettare per ottenere lo sconto
- Come richiedere il Bonus Elettrodomestici e usare il voucher in negozio o online
Prodotti acquistabili e marche ammesse al Bonus Elettrodomestici 2025
Il cuore del Bonus Elettrodomestici è rappresentato dai quasi 6mila articoli messi a disposizione dai produttori. Parliamo di 5.948 modelli caricati sulla piattaforma ufficiale e destinati a crescere con gli aggiornamenti programmati. Le categorie ammesse sono sette: frigoriferi, asciugatrici, cappe da cucina, forni, lavasciuga, lavatrici e piani cottura. Una selezione che copre l’intera fascia dei grandi apparecchi utilizzati nelle abitazioni e che consente di rinnovare la cucina o la zona lavanderia con un investimento più leggero.
Il mercato coinvolto è ampio, poiché i produttori hanno inserito sulla piattaforma modelli appartenenti a 30 marchi noti nel settore. Si va da brand storici come Bosch, Whirlpool, Electrolux e Siemens a realtà come Samsung, LG, Hotpoint, Smeg, Miele, Indesit, De’Longhi, Glemgas, Beko, Aeg e molti altri. L’obiettivo è garantire una scelta variegata, adattabile a tutte le fasce di prezzo, ma sempre con un denominatore comune: la produzione deve essere avvenuta all’interno dell’Unione europea.
I numeri evidenziano la varietà dell’offerta: 566 frigoriferi, 161 asciugatrici, 1.110 cappe, 1.659 forni, oltre a centinaia di lavatrici, lavastoviglie e piani cottura. Molti prodotti rientrano nelle classi energetiche più performanti, soprattutto A, A+ e B. Ciò consente alle famiglie non solo di accedere allo sconto, ma anche di beneficiare di consumi ridotti nel lungo periodo, elemento che incide fortemente sulle bollette.
Cosa non si può comprare e quali vincoli rispettare
Sebbene l’elenco dei prodotti disponibili sia vasto, il Bonus Elettrodomestici non copre qualsiasi articolo. Restano infatti esclusi gli apparecchi di piccole dimensioni, spesso associati alla vita quotidiana ma non classificabili come grandi elettrodomestici. Non rientrano, ad esempio, asciugacapelli, frullatori, robot da cucina, ferri da stiro e simili. L’incentivo interviene solo sulle categorie ammesse dalla normativa, rivolte ai prodotti con una classe energetica ben definita e soggetti a criteri di efficienza stabiliti dall’Ue.
Uno degli aspetti più importanti riguarda la rottamazione. Per ottenere il contributo occorre consegnare un apparecchio dello stesso tipo, ma con una classe energetica inferiore. Un frigorifero nuovo deve quindi sostituirne uno vecchio, così come una lavatrice deve rimpiazzarne un’altra ormai obsoleta. Il venditore deve inoltre attestare il corretto avvio al riciclo dell’elettrodomestico ritirato, un passaggio fondamentale per completare la procedura.
Il bonus non può essere cumulato con altre agevolazioni legate ai medesimi acquisti. Chi riceve già il beneficio collegato al bonus ristrutturazioni, ad esempio, non può utilizzare contemporaneamente questa nuova agevolazione. Anche il limite familiare è molto chiaro: ogni nucleo anagrafico può ottenere un solo contributo, come previsto dalla normativa che regola i vincoli tra familiari conviventi.
Come richiedere il Bonus Elettrodomestici e usare il voucher
La richiesta è semplice e si svolge attraverso i canali digitali messi a disposizione da PagoPA. Serve essere residenti in Italia, avere almeno 18 anni e possedere Spid o Cie. La domanda può essere inoltrata tramite l’app IO oppure tramite il sito dedicato. Dopo l’invio, l’utente riceve una comunicazione sullo stato della domanda e, in caso di approvazione, il voucher viene caricato nella sezione Portafoglio dell’app.
Il voucher ha una validità limitata: quindici giorni solari. Se non viene utilizzato entro la scadenza, decade automaticamente e occorre presentare una nuova richiesta, sempre che le risorse non siano esaurite. L’acquisto può avvenire sia in negozio sia online. Nei punti vendita fisici può essere richiesto il codice fiscale, mentre negli e-commerce basta inserire il codice del voucher prima del pagamento.
Il contributo copre fino al 30% della spesa, con un tetto di 100 euro. Può salire a 200 euro per nuclei con Isee inferiore a 25.000 euro, ma in quel caso serve indicare la certificazione. La disponibilità complessiva per il 2025 ammonta a 48,1 milioni di euro, risorse che verranno assegnate seguendo l’ordine cronologico di registrazione delle richieste, proprio come in un click day tradizionale.









