Bonus Mobili 2026, stop con cambio caldaia: ecco chi perde la detrazione

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Il Bonus Mobili 2026 si presenta con una novità che ha colto di sorpresa molti contribuenti. L’Agenzia delle Entrate, nella guida aggiornata, ha chiarito che gli interventi di sostituzione della caldaia alimentata a combustibili fossili effettuati dal 1° gennaio 2025 non possono più essere utilizzati come base per ottenere la detrazione del 50% su arredi ed elettrodomestici. Una modifica che arriva a ridosso della stagione dichiarativa e che rischia di penalizzare chi, nel corso del 2025, ha acquistato mobili convinto di poterli portare in detrazione.

Il chiarimento cambia gli scenari fiscali e impone una revisione delle strategie adottate da molte famiglie. A questo punto è utile chiedersi: cosa prevede la nuova guida? Chi rischia di perdere il Bonus Mobili? E quali interventi restano validi per ottenere lo sconto? Scopriamolo insieme.

 

In questo articolo:

 

  • Bonus Mobili e Caldaia: cosa dice la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate
  • Chi rischia di perdere la detrazione nel 2026
  • Quali interventi restano validi per ottenere il Bonus Mobili

 

Bonus Mobili e Caldaia: cosa dice la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate

La nuova guida dell’Agenzia delle Entrate introduce un principio che modifica radicalmente l’accesso al Bonus Mobili. Dal 1° gennaio 2025 la sostituzione o la nuova installazione di caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili non rientra più tra gli interventi detraibili previsti dall’articolo 16-bis del Tuir. Di conseguenza, non può più fungere da intervento che consente di accedere alla detrazione del 50% sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Il chiarimento è netto: se l’intervento principale non è detraibile, decade automaticamente anche la possibilità di collegare a quell’intervento l’acquisto di arredi. La novità ha effetto retroattivo e riguarda anche gli acquisti effettuati nel 2025. Molti contribuenti, convinti che la sostituzione della caldaia fosse ancora considerata manutenzione straordinaria agevolabile, hanno programmato gli acquisti di arredi contando su una detrazione che ora non esiste più.

La guida dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata a inizio 2026, arriva quindi in un momento delicato e rischia di generare non poche sorprese per chi si appresta a presentare il modello 730. Il collegamento tra Bonus Mobili e caldaia viene definitivamente interrotto per tutti gli interventi avviati dal 2025 in poi.

 

Chi rischia di perdere la detrazione nel 2026

L’esclusione delle caldaie a combustibili fossili dalle detrazioni ha un effetto immediato su chi ha effettuato interventi nel 2025. La sostituzione della caldaia, pur essendo classificata come manutenzione straordinaria, non è più considerata un intervento agevolabile. Di conseguenza, non può essere utilizzata come base per ottenere il Bonus Mobili.

Il problema riguarda soprattutto chi ha agito in buona fede, seguendo le indicazioni disponibili fino allo scorso anno. Molti contribuenti hanno sostituito l’impianto di riscaldamento e, subito dopo, hanno acquistato mobili o elettrodomestici convinti di poter detrarre il 50% della spesa fino a un massimo di 5.000 euro. Ora, con la nuova interpretazione, quella detrazione non potrà essere inserita nel modello 730/2026.

Il danno economico può essere significativo. La perdita può arrivare fino a 2.500 euro, cioè la metà del tetto massimo previsto. Secondo i dati Enea, nel 2024 – ultimo anno in cui le caldaie erano ancora agevolabili – sono stati effettuati oltre 210.000 interventi di sostituzione. Una platea molto ampia, che nel 2025 ha continuato a muoversi con le stesse logiche, senza sapere che la normativa sarebbe cambiata.

Chi si presenterà al Caf o utilizzerà la dichiarazione precompilata 730 dovrà prestare particolare attenzione. L’inserimento manuale delle spese non ammesse espone a controlli e sanzioni, perché il sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate è già aggiornato alle nuove regole.

 

Quali interventi restano validi per ottenere il Bonus Mobili

Nonostante il cambio di rotta, esiste una categoria di contribuenti che non perderà il Bonus Mobili. La guida dell’Agenzia delle Entrate conferma infatti una sorta di “clausola di salvaguardia” per chi ha sostituito la caldaia nel 2024. In quell’anno, gli impianti alimentati a gas erano ancora agevolabili e potevano essere utilizzati come intervento trainante. Di conseguenza, chi ha effettuato i lavori nel 2024 e ha acquistato mobili nel 2025 potrà ancora detrarre la spesa nella dichiarazione del 2026.

La data spartiacque è quindi il 1° gennaio 2025. Tutti gli interventi effettuati dopo quella data non possono più essere collegati al Bonus Mobili, mentre quelli del 2024 restano validi. È un dettaglio che può fare la differenza per molte famiglie che hanno programmato lavori e acquisti in un arco temporale ristretto.

Resta invece pienamente valido il Bonus Mobili collegato ad altri interventi di recupero edilizio, come ristrutturazioni interne, manutenzioni straordinarie non legate alla caldaia o lavori sulle parti comuni dei condomìni. In questi casi, la detrazione del 50% continua a essere riconosciuta, purché l’acquisto degli arredi avvenga dopo l’avvio dei lavori e nel rispetto delle regole sui pagamenti.

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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