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Bonus porte blindate: cos’è, come funziona, cosa si può detrarre

Una porta blindata

Non tutti lo sanno ma esiste un bonus porte blindate, o meglio nel bonus ristrutturazioni (l’insieme di agevolazioni per i lavori edilizi che prevede la possibilità di usufruire di un 50% di detrazione fino a un determinato massimale di spesa) rientrano anche le porte blindate classiche e moderne per tutte e cinque le classi anti-effrazione. A fornire questo chiarimento è una risposta di FiscoOggi (il giornale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate) ad un quesito posto in merito da una contribuente.

 

Bonus porte blindate: cos’è e come funziona

Il bonus porte blindate rientra nel bonus ristrutturazioni, l’incentivo fiscale destinato a chi si appresta a realizzare lavori e interventi tecnici per il miglioramento edilizio ed energetico della propria abitazione. Nel caso del bonus per la sostituzione delle porte blindate o rinforzate, è possibile usufruire dell’agevolazione tramite la tradizionale detrazione per il recupero del patrimonio edilizio.

L’incertezza era legata alla gamma di interventi ammessi per accedere al bonus casa. La domanda posta alle Entrate arriva da una contribuente che nel suo appartamento singolo ha sostituito un portone con un’unica anta in legno con un portone blindato a due ante, mantenendo la stessa dimensione del telaio blindato. In questo caso e in situazioni simili, è possibile detrarre le spese “qualora si rispettino gli adempimenti previsti dalla legge per richiedere la detrazione del 50% delle spese sostenute per il recupero del patrimonio edilizio (tra i quali, ad esempio, l’obbligo di pagamento con l’apposito bonifico dedicato) e si possieda la relativa documentazione”.

Le porte, ovviamente, devono rispettare specifici requisiti tecnici come i valori di trasmittanza termica (ossia il flusso di calore che passa da un ambiente riscaldato ad uno freddo attraverso una superficie) e i massimali di spesa al metro quadro. Rimangono obbligatori la pratica ENEA da inviare al Dipartimento Unità per l’efficienza energetica e un massimale di spesa di 96.000 euro nel bonus ristrutturazioni a fronte di 60.000 euro nell’ecobonus. Sono esclusi lo sconto in fattura e la cessione del credito.

 

Bonus porte blindate: cosa si può detrarre

Il montaggio e la sostituzione di porte blindate rientrano tra i lavori sulle singole unità immobiliari e sulle parti comuni “relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi”, come specifica l’articolo 16-bis, comma 1, lettera f del TUIR, il Testo unico delle imposte sui redditi. Le Entrare ricordano che per atti illeciti si intendono “quelli perseguibili penalmente come, per esempio, il furto, l’aggressione, il sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti il superamento di limiti fisici posti a tutela di diritti giuridicamente protetti”.

Il proprietario o il detentore dell’immobile sul quale è effettuato l’intervento può quindi richiedere il 50% di detrazione delle spese, da suddividere in 10 rate annuali di pari importo. È previsto che l’aliquota del 50% resterà tale fino al 31 dicembre 2024: a partire dal 1° gennaio 2025, seguendo le regole del bonus ristrutturazioni, la detrazione rimarrà in vigore ma con una percentuale più bassa. L’aliquota, infatti, scenderà al 36%.

Tra le detrazioni, rientrano anche la sostituzione della serratura e di una porta blindata all’interno della casa che divide due ambienti. Viceversa, chi installa la porta in autonomia non può usufruire della detrazione fiscale perché c’è bisogno della certificazione di posa in opera. Naturalmente per ottenere il bonus porte blindate, è sempre necessario effettuare i pagamenti con un bonifico parlante (ossia il metodo di pagamento tramite cui l’Agenzia delle Entrate può risalire ai dettagli della transazione, con codice fiscale del beneficiario della detrazione e codice fiscale o numero di Partita IVA dell’impresa che ha eseguito i lavori) e conservare la relativa documentazione per eventuali controlli.

Al bonus ristrutturazioni per il risparmio energetico, si affianca per le porte blindate l’agevolazione del bonus sicurezza, sempre una detrazione fiscale del 50% per i costi sostenuti e per cui non è obbligatoria la pratica ENEA. In questo incentivo si può detrarre il 50% anche per l’installazione di vetri anti-sfondamento, tapparelle metalliche con blocchi, cancellate e recinzioni, rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti, apparecchi antifurto, centraline e telecamere a circuito chiuso collegate con centri di vigilanza privata.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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