Con l’arrivo della stagione termica, molti italiani stanno valutando la sostituzione di stufe e camini con impianti più moderni ed efficienti dal punto di vista energetico. Oltre a garantire un risparmio significativo sui consumi, queste soluzioni permettono di accedere a detrazioni fiscali e bonus governativi, riducendo notevolmente il costo dell’investimento.
È importante sottolineare che non esiste un “Bonus stufe e camini” autonomo, ma è possibile ottenere il rimborso delle spese sostenute attraverso diversi strumenti fiscali, come il Bonus Ristrutturazione, l’Ecobonus, il Superbonus, il Conto Termico e persino il Bonus Mobili.
Scopriamo nel dettaglio quali sono gli incentivi ancora disponibili per la sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento.
In questo articolo:
- Bonus stufe e camini, sconto anche nel 2025
- Bonus stufe e camini, accessibile anche con il Bonus mobili e l’Ecobonus
- Usufruisci anche del Superbonus e del Conto Termico
Bonus Stufe e camini, sconto anche nel 2025
Nonostante il rincaro dei combustibili, camini e stufe restano tra le soluzioni di riscaldamento più apprezzate in Italia. Il calo dei prezzi delle biomasse ha spinto molte famiglie a valutare la sostituzione dei vecchi impianti con modelli di ultima generazione.
Come ottenere il Bonus stufe e camini 2025? In realtà, non esiste un’agevolazione specifica con questo nome, ma è possibile beneficiare di incentivi previsti da altri bonus casa, come Ecobonus, Superbonus, Conto Termico e Bonus Mobili.
Tra le opzioni più accessibili c’è il Bonus Ristrutturazione, che consente di detrarre il 50% o il 36% delle spese per l’acquisto e l’installazione di una stufa, compresi rifacimento o realizzazione della canna fumaria e prima accensione, con rimborso in dieci rate annuali di pari importo.
Questa detrazione fiscale è fissata al 50% fino al 31 dicembre 2025 per la prima casa, con un tetto di spesa di 96.000 euro per unità abitativa. A partire dal 2026, la percentuale scenderà al 36%, mentre per le seconde case sarà del 36% già dal 2025 e calerà al 30% nel 2026 e 2027.
Dal 2028, il Bonus Ristrutturazione sarà ridotto al 30%, con una soglia di spesa massima di 48.000 euro per immobile, senza distinzioni tra abitazioni principali e secondarie.
Bonus stufe e camini, accessibile anche con il Bonus mobili e l’Ecobonus
L’acquisto di una stufa a pellet può beneficiare del Bonus Mobili, con una detrazione fiscale valida fino al 31 dicembre 2025. L’agevolazione, pari al 50%, si applica su una spesa massima di 5.000 euro per il 2025, comprendendo l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici e va suddivisa in dieci rate annuali di pari importo tra i beneficiari.
Inoltre, l’acquisto di camini, stufe a legna o a pellet può rientrare nell’Ecobonus, che consente di recuperare fino al 50% o 36% dell’investimento in base all’immobile oggetto dell’intervento.
Dal 1° gennaio 2025, l’Ecobonus per stufe, caminetti e caldaie prevede un’aliquota fissa del 50% per la prima casa, che scenderà al 36% nel 2026 e 2027. A partire dal 2028, l’aliquota sarà unica per tutte le abitazioni, fissata al 30%.
Usufruisci anche del Superbonus e Conto Termico
I prodotti a pellet e a legna possono rientrare nel Superbonus, ma solo rispettando criteri rigorosi: gli impianti a biomassa sono considerati interventi trainanti esclusivamente se abbinati alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una caldaia a biomassa ad alte prestazioni emissive (5 stelle).
Per il 2025, l’aliquota è fissata al 65% ed è valida fino alla fine dell’anno solo per interventi già avviati o per i quali, entro il 15 ottobre 2024, siano stati completati i requisiti necessari. Un’altra opportunità è il Conto Termico, un incentivo economico destinato alla sostituzione di impianti obsoleti e inquinanti con soluzioni a fonti rinnovabili conformi agli standard di emissioni e rendimento.
A differenza delle detrazioni fiscali, si tratta di un contributo diretto accreditato sul conto corrente entro due mesi (o in due anni per importi superiori a 5.000 euro), concesso esclusivamente per la sostituzione di sistemi di riscaldamento esistenti e non più efficienti.









