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Borse europee: 3 motivi che spiegano il record storico dello STOXX 600

Borse europee: 3 motivi che spiegano il record storico dello STOXX 600

Lo STOXX 600 ha oggi raggiunto un nuovo massimo storico, confermando l’ottimo stato di forma delle Borse europee. Il principale indice borsistico del Vecchio Continente ha toccato quota 516,40 punti, superando il record del 2 aprile di 515,77. Quest’anno l’Europa procede spedita rispetto agli Stati Uniti, che hanno manifestato qualche battuta d’arresto sulle incertezze riguardo i tagli ai tassi di interesse della Federal Reserve entro la fine del 2024. L’indice S&P 500, infatti, si trova più staccato rispetto al top di marzo a 5.264,90 punti, con l’ultima chiusura a 5.187,70 punti. Tuttavia, il più importante benchmark americano ha sovraperformato da inizio anno lo STOXX 600, con un guadagno dell’8,76% vs il 7,59%.

 

Borse europee: ecco perché lo STOXX 600 è a livelli record

A dare slancio allo STOXX 600 sono principalmente tre fattori. Il primo riguarda l’aspettativa che la Banca centrale europea abbassi i tassi di interesse a giugno. L’inflazione in Europa si è allentata avviandosi ormai verso l’obiettivo di lungo termine del 2%, mentre l’economia ristagna. Anche l’ala più rigorosa del Consiglio direttivo della BCE si è convinta circa l’opportunità di stimolare l’economia con un maggior accomodamento monetario. Quindi ci sono pochi dubbi che tra un mese arrivi il primo taglio. Il punto semmai è cosa succederà dopo, perché nel frattempo la Fed aspetterà a muoversi in tale direzione. La BCE non vorrebbe essere troppo in anticipo, invertendo un modello che vuole la Banca americana la più indicata a tracciare la rotta della politica monetaria.

Il secondo motivo del record delle Borse europee sta nei guadagni trimestrali delle società. Secondo i dati settimanali forniti dal London Stock Exchange Group aggiornati a martedì 7 maggio, delle 185 società dello STOXX 600 che hanno riportato gli utili del primo trimestre fino ad ora, il 61% ha superato le stime. Oggi i mercati sono stati sorpresi in positivo dalle trimestrali di alcune aziende, le cui azioni stanno salendo in Borsa. Ad esempio, il colosso tedesco Siemens Energy è arrivato a guadagnare oltre l’11% alla Borsa di Francoforte, dopo che i risultati trimestrali hanno battuto le attese e la società ha alzato la guidance per il 2024. L’italiana Leonardo sale di circa il 3,5% a seguito dell’aumento degli ordini e dei ricavi nei primi tre mesi dell’anno. Il produttore tedesco di abbigliamento sportivo Puma avanza di oltre 4 punti percentuali, grazie a forte vendite trimestrali. Mentre il gruppo dei supermercati olandese Ahold Delhaize aumenta alla Borsa di Londra di circa il 4%, grazie a un margine di profitto core oltre le aspettative. Questi sono segnali importanti che certificano un buono stato di salute delle aziende, nonostante un certo rallentamento della domanda in Europa.

La terza ragione allude allo stemperamento delle tensioni in Medio Oriente. Ieri sembrava che finalmente si fosse giunti a un accordo per una tregua tra Hamas e Israele, con la liberazione di una parte degli ostaggi dei prigionieri israeliani e un cessate il fuoco temporaneo. In realtà, l’intesa che voleva raggiungere lo Stato ebraico è diversa rispetto a quella che il gruppo terroristico palestinese era propensa a firmare. Ancora quindi tutto rimane come prima, ma qualcosa si sta muovendo per arrivare finalmente a una pace che tutto il mondo si augura.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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