BORSE EUROPEE SCENDONO SU USA - IRAN MA NON CROLLANO - Borsa e Finanza

BORSE EUROPEE SCENDONO SU USA – IRAN MA NON CROLLANO

Piazza finanziarie del vecchio continente con il segno rosso ma variazioni rispetto alla chiusura di ieri attorno al punto percentuale in apertura, il crollo per ora non c’è stato. L’acuirsi delle tensioni fra Usa e Iran pesa sull’andamento dei listini.

Nella notte c’è stata una risposta americana all’attacco di ieri alla sua ambasciata a Bagdad. Questo evento a sua volta era stato stimolato da precedenti raid americani.

La Germania è quella più pesante numericamente parlando a -1,05% dopo 45 minuti circa dall’apertura. La Francia è la peggiore tecnicamente visto che il suo indice è, invece, sotto i minimi di ieri.

Nel dettaglio il Cac perde lo 0,47% a 6.013. Sempre sotto il profilo tecnico Italia e Spagna sono invece all’interno della barra di ieri anche se stanno puntando sui minimi della seduta precedente.

Germania

L’indice tedesco è all’interno di un canale laterale di medio periodo partito dalla metà del mese di novembre. I prezzi nelle ultime sedute hanno tentato lo sfondamento della parte alta della contrattazioni senza riuscire a superarla. La resistenza è a 13.430. Il supporto è a 12.925.

Il punto di riferimento verso il basso rimane il minimo del 19 dicembre a 13.140.

Francia

Il Cac è sotto i minimi della seduta precedente all’interno di un impulso ribassista partito oggi. I primi supporti coincidono con swing di dicembre a 5.955. I massimi di riferimento coincidono, invece, con i massimi del 27 dicembre a 6.065. L’indice nelle ultime sedute sta lateralizzando.

Spagna

Oggi, analogamente a quanto visto per altri indici, è partito un impulso ribassista. Il minimo di riferimento, per questo benchmark, rimane il livello toccato il 31 dicembre a 9.518. La resistenza è, invece a 9.700. La Spagna nel momento in cui si scrive perde lo 0,88% a 9.606. L’indice rimane ancora in laterale sul medio periodo.

Materie Prime

L’Iran è una dei principali paesi produttori al mondo di petrolio e uno dei più influenti sui temi energetici. L’acuirsi della tensioni Usa-Iran ha trascinato il greggio al rialzo fino a quasi 64 dollari al barile (+3,52% rispetto alla chiusura di ieri). Strappo verso l’alto anche del bene rifugio per eccellenza, l’oro. Il metallo giallo scambia a 1.547 a +1,25% in prossimità delle resistenze di periodo. Tornando al petrolio proprio a 64 c’è una resistenza importante.

Quanto al rame, invece, pesa l’impulso ribassista partito il 26 dicembre quando scambiava a 2,84. Il prossimo supporto è a 2,72 dollari, nel momento in cui si scrive, scambia a 2,75 con una flessione di oltre un punto e mezzo percentuale (-1,82%).

Tassi di interesse

Il risk off sui mercati ha pesato in maniera significativa sull’andamento dei Bond. Il decennale tedesco è comprato, il suo rendimento è sceso a -0,28% da -0,22% della settimana precedente. Il successivo ostacolo alla discesa dei rendimenti è a -0,33% mentre nella parte alta del grafico i massimi della prima seduta dell’anno (2 gennaio a -0,16%) rimangono il punto di riferimento per questi primi giorni di contrattazioni.

Flessione anche per il tasso di interesse decennale italiano. Il Btp a 10 anni rende l’1,33% da -1,41% di ieri.

Valute

L’avversione al rischio pesa anche sul mercato valutario. Il dollaro americano, considerato bene rifugio, continua ad apprezzarsi. Euro dollaro perde lo 0,27% rispetto alla seduta di ieri con scambi a 1,11 42. Il principale tasso di cambio ha fallito, per ora, il tentativo di sfondamento della resistenza dinamica che conteneva le quotazioni dalla fine del 2018 e che ora transita a 1,12 14. Il prossimo supporto è a 1,10 68. Verso l’alto i massimi di riferimento sono a 1,12 39.

Euro Franco è sui minimi dal 5 settembre a 1,08 23 mentre euro sterlina a 0,85 12 (+0,16% rispetto alla seduta precedente).

Per euro franco da monitorare sono i minimi a 1,08 11 toccati il 4 settembre, si tratta dei livelli più bassi degli ultimi 8 mesi. .

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