Borse europee: timida è la tregua Usa-Iran, timido è il rimbalzo in chiusura

BORSE EUROPEE: TIMIDA E’ LA TREGUA, TIMIDO E’ IL RIMBALZO

mercato azionario

Le borse europee percepiscono un calo di tensione tra Usa e Iran e si rimettono in moto, senza correre. Anche il dollaro in ripresa. Petrolio in area 62 $

 

Non si parla tanto di ottimismo, quanto di un pessimismo più moderato rispetto ai giorni scorsi. Ecco spiegato il motivo del rimbalzo, seppur timido, delle borse europee nella seduta odierna, con Madrid e Parigi in calo nel finale: la prima vira negativa proprio nel giorno in cui arriva il via libera al nuovo governo del leader socialista Pedro Sanchez, sostenuto dalla sinistra rappresentata da Podemos, una coalizione però molto debole (appena due voti di differenza tra maggioranza e opposizione) su cui i mercati non si sentono di scommettere, almeno per il momento. La seconda chiude sotto la parità dopo una partenza razzo con nuovo massimo 2020. La preoccupazione maggiore riguarda però la situazione in Medioriente: l’attenzione del mercato è in sintonia con gli sviluppi geopolitici a seguito dell’assassinio ordinato e portato a termine dalla Casa Bianca del principale comandante militare iraniano Soleimani in Iraq, dove le truppe americane ora non sarebbero più gradite mentre Italia e Germania hanno avviato il riposizionamento delle truppe, con l’annuncio del segretario generale della Nato (estranea all’attacco americano), Jens Stoltenberg, della sospensione temporanea dell’attività di addestramento sul campo. Anche il petrolio è in lieve calo in area 62 dollari al barile. In ripresa il biglietto verde dopo la seduta debole della vigilia. Oro di poco lontano dai massimi ma ancora sopra i 1.570 dollari l’oncia.

 

EQUITY

Dax 13.226 (+0,76%)

Scatta l’impulso rialzista che parte dai 12.948 della vigilia, minimo dal 12 dicembre scorso. I valori della seduta odierna corrispondono in buona sostanza a quelli del 3 gennaio e quindi nell’area di quella lateralità che durava dalla metà del mese scorso. Il trend resta positivo nel medio e lungo termine.


Grafico Dax by TradingView

 

Ftse Mib 23.723 (+0,6%)

Andamento simile a quello del Dax per Piazza Affari. Sale il deficit italiano nel terzo trimestre: 1,8% a fronte dell’1% rilevato in precedenza. L’inflazione su base annuale, il dato è preliminare, cresce dello 0,5%, sotto lo 0,6% del consensus ma superiore allo 0,2% di novembre. Secondo gli analisti lo 0,2% su  base mensile, in crescita rispetto al -0,2% del mese precedente. Azimut brillante (+3,94%) si conferma tra i titoli più performanti dopo  un 2019 con una crescita del 123%.

Cac 40 6012 (-0,02%)

Vira sotto la parità nel finale di seduta Parigi, con avvitamento all’apertura di Wall Street, debole in avvio. La piazza francese rimane abbondantemente sopra i 6.000 punti, l’impulso è rialzista con tanto di massimo dell’anno a 6.065 punti. Da segnalare il rally della società farmaceutica Ipsen, +5,8% dopo l’annuncio di un nuovo sistema di consegna per la Somatoline Autogel.

Ibex 9.579 (-0,22%)

La peggiore tra le borse europee e la prima a girare in territorio negativo. Come accennato, la Spagna finalmente ha un governo dopo 4 elezioni in 4 anni: una coalizione rosso-viola, composta dai socialisti (la maggioranza è molto stretta, 167 voti, l’opposizione è quasi equivalente 165) e la sinistra. L’investitura arriva grazie all’astensione degli indipendentisti catalani.  L’Ibex è l’unico indice che mantiene la lateralità in area massimi 2019 tra le borse europee dal 13 dicembre scorso. Migliora ancora, anche se di poco, l’indice di fiducia dei consumatori: 77,7 dal 77,4 precedente.

 

VALUTE

Le vendite al dettaglio in netta ripresa nell’Eurozona non frenano la ripresa del dollaro. Si conferma tonica la sterlina nel giorno della ripresa dei lavori del Parlamento in vista della Brexit, così come resta forte il Franco Svizzero, nel cambio con la moneta unica ai minimi da maggio 2017.

Euro Dollaro 1,1145 (-0,46%). Euro Sterlina 0,8487 (-0,17%). Euro Franco Svizzero 1,0815 (-0,02%). 


Grafico Euro Dollaro by TradingView

MATERIE PRIME

Il massimo dal 30 aprile scorso della vigilia a 64,69 diventa un impulso ribassista con il Wti nella seduta odierna che ritraccia riportandosi a 62,3 dollari al barile (-0,7%) in linea con le previsioni di Goldman Sachs. Resta alta l’allerta per eventuali nuovi attacchi tra Usa e Iran in grado di colpire importanti quartier generali energetici. L’oro guadagna lo 0,4% ma è nei valori della vigilia e quindi ancora in zona massimi dal 2013 sotto i 1.580 dollari l’oncia. Congestione di barre da inizio anno per il rame, attualmente a 2,77 dollari per libbra.

 
Grafico Wti by TradingView

 

TASSI D’INTERESSE

Spread ai massimi nelle ultime sette sedute a 168 punti base nel giorno in cui il Tribunale ha deciso per la riapertura dell’altoforno 2 dell’ex Ilva attraverso una proroga, nell’attesa che Arcelor Mittal trovi un’intesa con il governo entro fine mese per i nuovi piani dell’acciaieria. Rendimento del Btp in area 1,4%. In rialzo anche il Bund tedesco, a -0,28% che conferma un timido ritorno al risk on.


Grafico Spread by TradingView

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